Pineta e Dune, fuoco spento Parte la caccia al piromane
I pompieri hanno domato le fiamme, divampate a distanza di poche ore In piedi resta solo l’ipotesi dolosa: troppe le analogie rilevate tre i due incendi
MESOLA
La cautela è d’obbligo, ma le indagini dei vigili del fuoco tanto sull’incendio della “pineta delle Motte” a Mesola, quanto su quello che ha interessato le dune di Massenzatica, seguono la pista dolosa.
Attorno alle 14 di ieri si sono concluse le operazioni di spegnimento dell’incendio che, nel pomeriggio del 2 giugno, ha scatenato l’apprensione dell’intera comunità di Mesola, mentre quello divampato nella serata di mercoledì a Massenzatica è stato domato attorno alla mezzanotte di ieri. Prosegue in queste ore il monitoraggio dei pompieri per impedire che fumaiole e focolai possano ridare vigore alle fiamme.
L’elicottero in azione
A Mesola, in particolare, sono impegnati costantemente una squadra di pompieri del distaccamento di Codigoro e quattro volontari della Protezione civile. I sopralluoghi sono finalizzati anche a reperire elementi utili alle indagini, ma al momento non risulta che siano stati rinvenuti ordigni né inneschi.
I 20 ettari della pineta che affianca la cartiera di Mesola ed un distributore del metano sono stati trattati con 40 metri cubi d’acqua, riversati anche dall’alto grazie all’intervento dell’elicottero messo a disposizione dal Comando provinciale dei vigili del fuoco di Bologna. Trenta i lanci d’acqua effettuati dal mezzo aereo (ognuno di essi eroga 800 litri), intervento che si è principalmente concentrato sulle chiome degli alberi, compiendo un’azione di raffreddamento. Cento invece, i metri cubi d’acqua impiegati per domare le fiamme, che hanno devastato le dune di Massenzatica.
Analogie sono state rilevate tra i due incendi, in quanto entrambi si sono sviluppati dall’interno, ovvero da un’area impervia ed impraticabile, non facilmente raggiungibile con i mezzi a terra dei pompieri.
Per restare sui numeri, sono complessivamente 24 i vigili del fuoco dei distaccamenti di Codigoro, Comacchio, Portomaggiore e del Comando Provinciale di Ferrara intervenuti su entrambi gli incendi. Tra loro anche il Dos, il direttore delle operazioni di spegnimento, con il compito di coordinare da terra sia l’elicottero che i mezzi a terra (i cosiddetti moduli Sk). Sempre il Dos ha coadiuvato il personale a bordo dell’elicottero, per effettuare il rifornimento d’acqua, da un canale di scolo alla benna del velivolo.
LE INDAGINI
Dal Comando provinciale dei vigili del fuoco, intanto, è partita ieri la notizia di reato diretta alla Procura della Repubblica di Ferrara, mentre alla Prefettura e all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile è stata trasmessa una informativa per predisporre servizi di controllo preventivi di tutte le aree boschive del territorio. L’ipotesi del piromane è avvalorata anche da questi ultimi provvedimenti, che tendono a scartare l’ipotesi dell’autocombustione. La collaborazione con i carabinieri forestali, volta a fare chiarezza sui due episodi, proseguirà anche nelle prossime settimane. Il sindaco di Mesola, Gianni Michele Padovani, ribadisce che «non smetterò mai di ringraziare i pompieri, così come tutte le persone residenti e non che si sono adoperate». —
KATIA ROMAGNOLI
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