Ferrara, fase 3 in tribunale Via a quasi tutti i processi
Dal 1 luglio udienze “filtro” e preliminari. Con la collaborazione di Ordine avvocati Priorità in aula per i casi di Codice rosso, omicidio stradale e infortuni sul lavoro
Corridoi e aule del tribunale di Ferrara sono ancora desolatamente vuoti e a giorni e calendario cadenzati si riempono dei processi celebrati ancora con il contagocce. Ma lo scenario in tribunale cambierà a breve: dal 1 luglio, infatti, scatta per la giustizia ferrarese, dopo Fase e fase 2, anche la Fase 3 del dopo Covid, come deciso dal presidente del Tribunale, Stefano Scati, che ha valutato coi giudici in servizio, nel penale e civile, la ripresa delle attività con nuove linee guida che gli addetti ai lavori dovranno seguire, in primis gli avvocati, fermi ormai da oltre tre mesi.
Riapre tutto, anche la giustizia
Il principio è semplice: se riapre tutto, anche la macchina della giustizia deve tornare a correre. Del resto lo aveva detto lo stesso presidente Scati, nella Fase 1 del dopo Covid, dopo la prima riapertura di palazzo di giustizia, con un primo calendario di pochi processi selezionati e fissati fino alla fine di luglio: «Se la situazione dovesse migliorare non è escluso di ampliare la trattazione dei processi». E così è stato: «Abbiamo valutato questa nuova fase rispettando una nuova serie di linee guida per riaprire l’attività giudiziaria che permetteranno di celebrare in sicurezza i processi nel penale e civile. Una nuova fase per la cui realizzazione devo fortemente ringraziare l’Ordine degli avvocati, il suo presidente e i consiglieri». Ordine avvocati che accoglie con ampia soddisfazione Fase3: «C’era la necessità anche per i legali di un ritorno alle attività», plaude il presidente Ordine Eugenio Gallerani.
Dal 1 luglio, dunque, non più processi selezionati come accaduto nell’ultimo mese, ma verranno celebrati – se non tutti, quasi – quelli già fissati nei calendari. Nel dettaglio i processi penali definiti “filtro” (cioè alle fasi iniziali) davanti ai giudici (monocratico e tribunale) verranno celebrati tutti con il contributo di un “avvocato di presidio”: un legale dell’Ordine degli avvocati che presenzierà i processi, e chiamerà di volta in volta, in aula, le persone interessate al dibattimento: non potranno essere più di 4 in aula, a parte magistrati e avvocati di difesa o parte civile.
In attesa fuori dall’aula
L’«avvocato di presidio» dovrà regolare i processi e per evitare assembramenti indicherà alle persone che debbono assistere, dove sostare: all’esterno dell’aula, corridoi ed esterno, seguendo tra l’altro un protocollo già adottato alla Corte d’appello di Bologna. Anche le udienze preliminari verranno celebrate tutte, stesso limite di persone ammesse in aula: la ripresa di questo tipo di processi è importantissima, spiega lo stesso presidente Scati che ha previsto nelle nuove linee guida anche la celebrazioni di altri processi “delicati”, che hanno la priorità.
Precedenza ai Codici rossi
Davanti ai giudici del tribunale si potranno celebrare i processi per reati da codice rosso (violenze sulle donne), circonvenzione di incapace, lesioni sul lavoro, omicidi stradali. E in questi casi si potrà iniziare l’istruttoria dei processi, ascoltare testimoni, mentre, per fare un esempio, nella fase 1/2 vengono ancora celebrati processi selezionati in via di conclusione, con richieste delle parti e sentenze. Anche i processi civili, rispettando i limiti delle linee guida, potranno essere celebrati in “presenza”, in aula tra le parti, mentre finora erano celebrati con lo scambio delle carte o a distanza in video collegamento. –
Daniele Predieri
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