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Emergenza coronavirus a Ferrara

Ora Venturi attacca il lockdown «Servono interventi più mirati»

Ora Venturi attacca il lockdown «Servono interventi più mirati»

L’ex commissario regionale per l’emergenza, intervistato, ha attaccato anche Arcuri e l’Oms 

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la video-intervista

«La salute si conserva se l’economia tiene». Parola dell’ex commissario regionale alla sanità, Sergio Venturi, che per circa due mesi ha rappresentato un appuntamento fisso per chi attendeva i dati quotidiani del bollettino dell’Emilia Romagna. Rispondendo in rete, giovedì, ai Giovani democratici regionali sul tema “La sanità pubblica in Emilia Romagna ai tempi del Covid-19”, Venturi ha cominciato dalla bocciatura del lockdown: «Non lo rifarei come l’abbiamo fatto noi – la sua posizione – perché sarebbero stati più efficaci lockdown più mirati sui focolai più aggressivi». A suo avviso le limitazioni agli spostamenti imposti nelle scorse settimane sono uno «strumento gotico-medievale». I timori espressi dalla Grecia sull’arrivo dei turisti italiani non lo stupiscono perché «se noi emiliani ci spaventiamo dei lombardi, già questo la dice lunga». Netta la bocciatura sulla serrata. «Un nuovo lockdown potrebbe essere l’ultimo», avverte l’ex commissario. Ma non è l’unico strale sull’asse Bologna-Roma.

«Quando è stata proclamata l’emergenza, lo Stato doveva farsi carico dei tamponi, dei dispositivi di protezione individuale, di tutto», ha detto Venturi. La presa di posizione della Calabria? «Una lezione da prendere». Da ex commissario a commissario, Venturi si è rivolto a Domenico Arcuri.

«Una decina di giorni fa ha detto che ha risolto il problema delle mascherine – l’affondo verso il commissario straordinario all’emergenza – ma noi ce le siamo procurate in modo differente, anche chiedendo alla Protezione civile dove erano bloccate». E non è l’unico richiamo. «Arcuri impari a dire “fatevi le mascherine” oppure “ve ne diamo una di cotone”, ha ribadito l’ospite in nome della sostenibilità ambientale. Quanto alla distribuzione dei vaccini, sarà un processo «lungo e complicato».

Assodato che in Italia «siamo lontanissimi» dall’immunità di gregge, Venturi rivolge critiche all’Organizzazione mondiale della sanità. «Ci vorrebbe un’altra diretta sulle posizioni dell’Oms in questi mesi – ha commentato l’ex commissario regionale – non tanto per i suoi medici, quanto per la sua organizzazione». Per il commissario, la corsa al vaccino è un’occasione mancata di unità sia per l’Oms che per le Nazioni Unite. Nel mirino la «piena logica della competizione capitalistica». Venturi ha rivendicato la zona rossa di Medicina «o rischiavamo che Bologna diventasse Bergamo». Ha sottolineato che il Coronavirus è stato determinante per i «quasi 5 miliardi di euro» spesi nel 2020 dalla Regione. Ha detto no alla centralizzazione della sanità per «non aggiungere burocrazia alla burocrazia». Ha precisato come non sia «mai accaduto che le politiche nazionali diventassero dell’Emilia Romagna, in realtà è avvenuto il contrario». Ha ricordato che gli anziani «si sono ammalati più negli ambienti con medici, infermieri, oss piuttosto che a casa con le badanti». Una riflessione che «impone di riorganizzare i servizi» con Case della Salute da «far funzionare». Venturi sostiene un cambio dei ruoli dei sanitari, con l’infermiere di comunità «cardine della sanità di domani». –

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