Stop alle aste giudiziarie Ma è allerta sull’usura
«In questa fase del dopo Covid non ne abbiamo due di occhi aperti, ma quattro»: l’inquirente interpellato fotografa così l’allerta che vige a livello nazionale e dunque anche nel Ferrarese sulle possibili infiltrazioni di gruppi criminali che in questo momento, con tantissime imprese e cittadini in difficoltà e con la potenza del denaro sporco e liquido potrebbero avere gioco facile. Ad esempio, l’allerta in corso è sul reato di usura, anche se è bene sottolineare – evitando fraintendimenti – che nel Ferrarese da anni non si registrano casi e non vi sono altri reati spia che lo colleghino a possibili infiltrazioni, speculazioni, accaparramenti. Ma l’allerta c’è, i controlli pure: ad esempio sul flusso di finanziamenti, sul movimento del denaro da banche a privati e da privati a privati.
Aspetti questi che anno portato ad esempio, il tribunale di Bologna a bloccare le aste giudiziarie (dove vengono messe in vendita immobili o beni mobili di aziende fallite oppure immobili di privati) proprio per il rischio di speculatori o di chi ha soldi cash, provenienti anche da fonti illecite. Un allarme che non sussiste a Ferrara: il tribunale cittadino, infatti, ha stoppato da tempo le aste (in piena crisi Covid) e lo stop è fino a settembre, ma per ben altri motivi, di praticabilità. «Non sarebbe garantita la sicurezza nello svolgimento delle aste», spiega il presidente del tribunale Stefano Scati. Anche perché le udienze di aste giudiziarie spesso si trasformano in una sorta di mercato (nel vero senso della parola) più che affollato: il rischio assembramenti è dovuto alla imprevedibilità di chi presenta fino all’ultimo secondo dell’asta. –
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