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Vento di Supa e Mulino abbandonati Spunta l’idea

D.M.

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Vento di Supa e Mulino sul Po: due opere pubbliche di valore, nate dall’ex comune di Ro, ora sono alla deriva.

«Da area turistica bacchelliana a discarica abusiva a cielo aperto». È chiara l’accusa che lancia la consigliera Daniela Simoni di Gente di Riva del Po. L’esponente della minoranza aggiunge: «Un investimento pubblico di oltre un milione di euro ed una inaugurazione, nel 2005, alla presenza di oltre duemila persone. Poi un susseguirsi di gestioni fallimentari, sempre a spesa della comunità, fino al completo abbandono dei giorni nostri».

l’accusa

Ma per Simoni le responsabilità di tutto questo hanno nome e cognome. «È stato approvato dalla maggioranza un avanzo 2019 di oltre 1 milione e 600mila euro, ma nonostante ciò la maggioranza non ha ancora trovato il tempo e il modo quanto meno di tagliare l’erba e di ripulire dai rifiuti quest’area che ormai di letterario ha solo il ricordo».

Poco più in là il Mulino sul Po. «Di certo parecchio acciaccato ma sempre galleggiante – dice Simoni – nonostante l’evidente stato di degrado c’è tanta gente: camperisti, ciclisti, in barca e a piedi, che increduli si chiedono il motivo di tale abbandono. Difficile trovare una risposta se non nella cecità e nell’inerzia di amministratori poco lungimiranti».

la replica

La maggioranza ha comunque in serbo un progetto su questa area.

«A vederlo, il Mulino è messo male – commenta Marco Pozzati, assessore ai Lavori pubblici –. In realtà sarà recuperato. Ora stiamo cercando di studiare il tipo di ripristino necessario anche e soprattutto in funzione di una futura riallocazione; non necessariamente nel medesimo posto e nelle medesime condizioni. Di certo c’è una grande sensibilità da parte della comunità verso l’area golenale ed il Mulino in particolare. Come amministrazione ne siamo dunque ben consci, quindi la prossima riallocazione, dopo il processo manutentivo necessario, terrà conto di tutti i fattori possibili. L’intento – chiude l’assessore ai Lavori pubblici Pozzati – è quello di restituire dignità ad un area che dovrà tornare a pieno titolo ad inserirsi nel contesto turistico legato alle Terre Bacchelliane ed alla Destra Po». —

D.M.

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