Rubava ai pazienti dentro l’ospedale 18 colpi in cinque mesi
La Squadra mobile ha incastrato una addetta alle pulizie Da gennaio aveva “ripulito” i portafogli per migliaia di euro
Rubava mentre i pazienti degenti dell’ospedale Sant’Anna venivano trasportati nei reparti. Pazienti che lasciavano effetti personali e soldi in stanza ma al ritorno avevano la sgraditissima sorpresa di non trovare il portafogli (che quasi mai veniva rinvenuto) perchè lei, una addetta alle pulizie “ripuliva” tutto. I primi colpi a inizio gennaio e si sono ripetuti fino a pochi giorni fa, in tutto 18: e a interrompere i furti seriali sono stati gli ispettori della Squadra Mobile della questura di Ferrara: la donna è stata scoperta e ha confessato.
Furti da gennaio
Dagli inizi del mese di gennaio in un reparto dell’ospedale di Cona erano stati registrati e denunciati i furti in serie, ai danni dei degenti, tanto da spingere l’ufficio legale del Sant’Anna a segnalare al personale del “Posto Fisso” della Polizia di Stato all’interno dell’ospedale quanto stava accadendo. Nel mese di aprile sono iniziate le indagini, da parte della Squadra Mobile.
Gli indizi raccolti dalla Squadra mobile che per diverso tempo ha eseguito appostamenti in ospedale e piazzato telecamere nei reparti, hanno fatto capire che il ladro aveva libero accesso alle camere dei degenti. Gli agenti della Squadra Mobile hanno cosìricostruito il modus operandi emerso dalle 18 denunce presentate e individuato il profilo criminale del “ladro seriale” che rubava i portafogli dei degenti. Un elemento comune caratterizzava i fatti: i pazienti derubati quasi sempre occupavano la stanza da soli per cui si poteva escludere l’eventuale vicino di letto. Nemmeno assicurare i propri effetti personali all’interno di armadietti chiusi a chiave li garantiva dal furto degli oggetti di valore, perchè nonostante le misure di sicurezza offerte dalla struttura ospedaliera, il ladro riusciva ugualmente ad impossessarsi del denaro e preziosi.
Il blitz
Nella mattinata di giovedì scorso gli agenti della Squadra Mobile e del Posto di Polizia dell’ospedale, eseguivano, al termine del suo turno di lavoro, la perquisizione alla donna, addetta alle pulizie: una perquisizione discreta per non creare preoccupazione tra degenti e personale sanitario. Nella tasca della sua divisa da lavoro venivano trovate nove chiavi passepartout utilizzate per riaprire gli armadietti delle stanze di degenza. Alla fine non poteva che confessare. —
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