Mutui Cdp rinegoziati Il Pd è contrario: «Giunta senza idee»
In consiglio comunale approvato l’allungamento dei debiti Berneschi: «Finiranno di pagarli i nostri figli, fino al 2043»
COPPARO
Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, su indicazione della giunta è stata approvato la rinegoziazione dei mutui con la Cassa depositi e prestiti. Le minoranze si sono espresse in modo negativo. In particolare il Pd ha contestato la scelta.
«Chiariamo una cosa, da subito: noi non siamo contrari, in assoluto, alle rinegoziazioni – dice Martina Berneschi –. Ma devono essere legate ad un programma preciso e rigoroso. E questo non è il caso».
le ragioni del voto contrario
«La precedente amministrazione ha ridotto del 50% la situazione debitoria del Comune, da 14 a 7 milioni di euro, e con la partecipazione ai bandi ha vinto la possibilità di forti finanziamenti, impiegando risorse proprie - dice la consigliera Pd –. Quella nuova prende i debiti quasi al completo e li spalma fin al 2043. Finiranno di pagarli i miei figli. La motivazione? Un piano strategico, una serie di investimenti, scelte importanti per il futuro? No. C’è un avanzo importante di circa 500 mila euro, che evidentemente non sono stati spesi lo scorso anno e che si potevano impiegare. Poi arriveranno, rinegoziando i mutui, altri 370mila euro quest’anno, altri 230mila il prossimo. Le rate saranno inferiori, ma le pagheremo per altri 25 anni. E considerate che in passato, quando si ricorse a queste soluzioni (che erano funzionali a dei programmi precisi), coloro che erano allora minoranza ed ora governano furono fermamente contrari. Infine, la cosa meno accettabile: il sindaco che dice che è logico che aumentino i debiti, visto che si vorrà portare sviluppo. E quello, secondo lui, si ottiene solo aumentando l’indebitamento. Non è vero. Abbiamo dimostrato che usando risorse proprie e vincendo i bandi si ottengono finanziamenti, ma serve un lavoro di progettazione prima, che evidentemente non si vuole fare».
Ma se ci fosse stato un programma? «Il problema è proprio questo – risponde Berneschi –. Se ci avessero detto: “puntiamo a raccogliere questi fondi perché li vogliamo impiegare per...” si poteva discutere. Ma questa scelta è arrivata solo sulla base del “non si sa mai”. Ci chiedono di firmare una cambiale in bianco. Va bene la precauzione, però governare significa anche programmare. Se si pensa che serviranno dei margini operativi nei prossimi mesi, per la crisi che probabilmente ci sarà dopo il Covid-19, basta dirlo, e non dichiarare di sperare che i soldi per lo sviluppo arrivino solo dal Governo». —
ALESSANDRO BASSI
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