Duomo, partito il restauro chirurgico Ai raggi X gli otto pilastri portanti
Ieri riaperto il cantiere in cattedrale dopo un anno di stop. Alla ricerca dei danni strutturali, tempi ancora incerti
Il Duomo si è rianimato. Dopo oltre un anno di silenzi e oblio, ancora più chiuso di un lockdown, ieri mattina alle ore 8, i tecnici della ditta Leonardo hanno iniziato a riaprire il cantiere dimenticato della cattedrale a cominciare dal sagrato per fare pulizia dopo i lunghi mesi di inattività.
«Sarà un intervento che presenta delle incognite - dichiara Francesco Geminiani dell’azienda che si occupa del restauro - faremo interventi di tipo chirurgico per intaccare la struttura il meno possibile e per sanare i danni ai pilastri portanti del duomo. Siamo pronto ad analizzare tutti gli otto pilastri, adesso siamo partiti e non ci fermiamo più. Tempi tecnici? Sinceramente è ancora presto per rispodere a questa domanda ».
L’ufficio tecnico
«Gli uffici della Regione Emilia-Romagna e della Soprintendenza - spiega don Stefano Zanella, direttore dell’ufficio Tecnico Amministrativo della diocesi di Ferrara-Comacchio - hanno continuato a lavorare autorizzando così il progetto presentato dall’Arcidiocesi e che riguarda i primi due pilastri della Cattedrale».
Gli interventi consistono nella spicconatura, bendaggio e pulitura dei due soggetti a oggi indagati e nel rafforzamento - tramite barre filettate iniettate all’interno - del pilastro che è stato identificato come pilota. Si proseguirà anche con l’indagine nei restanti di questi elementi architettonici per perfezionare questo tipo di lavoro su ogni parte dell’edificio. Indagando sui primi due pilastri - sono ancora parole di don Zanella -, agli antipodi della Cattedrale uno rispetto all’altro, si è potuto valutare un comportamento differente e proprio per questo si è adattato l’intervento unitario alle due specificità». Dalla prima indagine, infatti, era emerso come i pilastri furono costruiti attorno alle antiche colonne medievali. Pilastri che, però, essendo tutti differenti fra loro, richiedono di essere analizzati singolarmente. Per questo motivo, «i lavori che saranno successivamente realizzati sono conservativi e di rafforzamento locale per riuscire a restituire alla mole della basilica la solidità necessaria per poterla riaprire al culto».
Le varie esigenze
«Non siamo ancora in grado di stabilire date certe per la ripresa della normale vita liturgica e delle visite all’interno del massimo tempio cittadino - prosegue -, ma come accaduto già all’inizio di questo lungo percorso di recupero, continuiamo a cercare soluzioni fattibili e di sicurezza per venire incontro alle esigenze di tutti». —
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