Ferrara, le educatrici si preparano per settembre
Sì al ritorno dopo l’esenzione Covid, l’obiettivo è predisporre il rientro negli asili Greco (Cgil): per loro niente attività estiva? L’amministrazione non lo ha chiesto
FERRARA. Le educatrici del Comune di Ferrara sono pronte a tornare in servizio, dopo il periodo di esenzione Covid interrotto per due giorni al fine di consegnare il materiale rimasto in aula, con l’obiettivo di «progettare l’anno educativo 2020-21, è questo il mandato che ci hanno conferito i lavoratori in assemblea» ha riassunto ieri sera Luca Greco (Fp Cgil). Come mai le educatrici, che sono sicuramente in servizio fino al 30 giugno, non sono state impiegate nei Centri estivi che partiranno il 15 giugno in 16 scuole con l’impiego del solo personale privato? «Dal Comune non è mai arrivata alcuna richiesta» ha dichiarato Greco prima di andare a firmare l’accordo per il superamento della esenzione. Pare che dall’Istituzione scuola siano emersi dubbi sulla fattibilità di un percorso che prevedeva il superamento di un accordo di esenzione molto vincolante e lo sviluppo, in breve tempo, di attività formative; quindi non è mai stato fatto un sondaggio formale sulle disponibilità.
Resta aperto teoricamente il discorso 0-3 anni, fascia che non troverà risposte nei Centri estivi privati ma che comprende situazioni di difficoltà da parte di genitori giovani lavoratori. È possibile che le educatrici comunali vengano coinvolte per un servizio di questo tipo? «Abbiamo letto di linee guida in arrivo dal ministero, aspettiamo le mosse dell’amministrazione» ha concluso il sindacalista. Anche qui il tempo stringe.
RISPOSTE PER DISABILI
Ci sono novità anche per quanto riguarda i disabili. L’assessore Cristina Coletti nel corso di una videoconferenza con le associazioni di settore ha confermato «la possibilità di partecipare ai Centri estivi sia per i bimbi sia per i ragazzini con disabilità». Qualche problema in più sulla riattivazione dei centri diurni, «per ripartire è necessario che gli enti gestori accreditati e quelli autorizzati presentino un progetto che garantisca condizioni di sicurezza - a spiegato allo stesso incontro Franco Romagnoni (Asl) - Già a fine maggio abbiamo consegnato ai gestori dei Centri le linee guida, ora stanno già ripartendo lavori a piccoli gruppi che vanno per primi a potenziare attività mai interrotte (online e telefoniche) e quelle a domicilio riservate ai singoli utenti». L’obiettivo, ha concluso Romagnoni, resta dare una risposta ad un numero crescente di persone, a partire da coloro che hanno maggiori problematiche.
MESE E PULIZIE
Nel frattempo restano in mezzo al guado i lavoratori delle mense e delle pulizie scolastiche, circa 330 dipendenti dei colossi Cir-Food, Camst, Gemos e Copma, la cui attività è ferma dal 23 febbraio. Fino a quella data, sottolineano Cgil, Cisl e Uil, guadagnavano 500 euro al mese, ora sono a 340 con il Fondo d’integrazione salariale «e non sanno come e se riprenderanno il proprio lavoro a settembre. Si deve da subito pianificare la pulizia e la sanificazione degli ambienti, prevedendo il necessario personale - sottolineano i sindacati confederali - Dev’essere data la giusta attenzione alla ristorazione scolastica, quale parte integrante dell’offerta formativa, garantendo l’occupazione e il reddito delle lavoratrici e lavoratori coinvolti». —
s.c.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google

