Nel futuro della sanità locale c’è l’infermiere di comunità
Più telemedicina, più medicine di gruppo, più Case della salute. E spazio alle nuove figure dell’assistenza. L’Asl ha elaborato il piano di riordino delle attività sul territorio e oggi ne illustrerà i dettagli durante i lavori della Conferenza sanitaria territoriale. A presentare le linee della riorganizzazione saranno il commissario straordinario, Claudio Vagnini, e il direttore sanitario dell’Asl, Nicoletta Natalini. «La produzione del piano ha occupato diversi mesi del 2019. Avrebbe dovuto essere presentato all’inizio di quest’anno - spiega Vagnini - ma l’emergenza sanitaria ha obbligato al rinvio».
L’impianto, quindi, non tiene conto di quanto è avvenuto, nel Paese e nella provincia estense, nelle ultime settimane, quando l’emergenza coronavirus ha imposto una riconversione a tappe forzate del sistema sanitario. «È uno scenario che guarda avanti e potrà essere implementato - commenta il commissario straordinario - Abbiamo consultato 70-80 dirigenti di tutte le categorie professionali che hanno espresso il loro impegno e le loro proposte partecipando a sei gruppi di lavoro». Nel documento si parla soprattutto dei servizi sul territorio, «un ambito che si è dimostrato importante per ridurre l’impatto dell’emergenza sanitaria - sottolinea il manager - Dove i servizi non sono concentrati solo negli ospedali, l’aggressione del virus ha inciso di meno».
L’infermiere di comunità diventerà un supporto importante per i medici di base, in particolare per l’assistenza sanitaria alla fascia più anziana della popolazione e ai malati cronici. Sarà potenziata la telemedicina, con strumentazione portata a casa del paziente e con la valutazione a distanza di uno specialista (a Bondeno si sta già sperimentando un modello di teleradiologia), saranno moltiplicate le Medicine di gruppo, in grado di offrire più servizi. «Ma stiamo chiedendo alla Regione di potenziare anche altre strutture, come le Rsa», ha concluso Vagnini. —
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