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la sentenza 

Operaio ferito a Cona accuse in prescrizione

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È caduto in prescrizione il processo per l’infortunio sul lavoro nel cantiere dell’ospedale di Cona, il 18 marzo 2011, in cui rimase ferito un operaio campano di 32 anni. L’uomo si trovava su un ponteggio mobile, elevato a circa cinque metri d’altezza per un intervento di coibentazione, quando la base in calcestruzzo su cui poggiava il pesante mezzo meccanico si ruppe, spalancando la fossa che copriva: il mezzo piombò giù e si rovesciò e l’operaio subì violenti traumi. Colpa della totale mancanza di segnalazione del pericolo dato dalla non tenuta delle piastre di calcestruzzo, dissero le indagini: le aree che non potevano sopportare il peso dei macchinari avrebbero dovuto essere indicate con segnali specifici e chiuse al transito.

Il tribunale di Ferrara ritenne responsabili due tecnici del Consorzio Cona a cui competeva la gestione complessiva dell’area, comprese la logistica e la viabilità, il direttore tecnico Guglielmo Malvezzi e il direttore di cantiere Lorenzo Venturelli, entrambi modenesi, e il calabrese Giuliano Grande, tecnico di cantiere della Siram, la società consorziata che aveva affidato in subappalto l’incarico a cui lavorava l’operaio ferito. Per un difetto di notifica, in secondo grado le strade dei tre si sono separate, la posizione di Venturelli è stata stralciata da un procedimento che è andato avanti ridefinendo in tre mesi la pena per Malvezzi e confermando due mesi a Grande. E che è approdato in Cassazione dove i giudici hanno decretato la prescrizione, maturata dopo sette anni e mezzo dal fatto, più quaranta giorni, e dunque nell’ottobre del 2018. –

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