Rubava nell’ospedale Licenziata dopo i furti
È stata scoperta per avere compiuto 18 furti in un reparto dell’ospedale di Cona: lei, una addetta alle pulizie di una ditta ferrarese, ora, oltre le conseguenze penali (il processo per furto aggravato) deve fare i conti con il licenziamento. L’azienda per cui lavora, infatti, ha preso immediatamente le distanze condannando in modo tranciante quanto è avvenuto tra gennaio e la fine di maggio: così, l’azienda ne ha disposto l’immediato allontanamento dal posto di lavoro. Una decisione definitiva poiché i fatti scoperti dalla Squadra mobile della Polizia sono gravissimi, e ovviamente non possono gettare discredito su tutti i lavoratori e soci della stessa azienda che ogni giorno assicurano e garantiscono pulizia e sicurezza in ospedale. Soprattutto in questo periodo in cui si sono trovati in prima linea con i sanitari a fronteggiare la crisi Covid.
Come ricordiamo, i fatti sono venuti alla luce dopo la segnalazione interna: la Polizia poi si è attivata, e installando telecamere ha evidenziato che i furti non potevano che avvenire da qualcuno che aveva accesso libero nel reparto indicato. La donna, nel suo ruolo di addetta alle pulizie, proprio in quell’area, aveva accesso agli armadietti (che hanno due chiavi e lei si era impossessato di una delle due) e mentre i pazienti dalla propria stanza venivano portati in altri reparti per esami o visite entrava in azione rubando portafogli: un bottino di svariate migliaia di euro. Alla fine gli ispettori della Mobile l’hanno incastrata ed è accusata di furto aggravato per 18 colpi commessi da gennaio a maggio. Addirittura, la prova schiacciante contro di lei, è stata trovata al momento della perquisizione: dopo aver avuto la certezza che era lei ladra seriale, le sono state trovate in tasca le chiavi degli armadietti che “ripuliva”. –
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