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Niente mercatini serali, proteste ai Lidi

annarita bova

L’appello al Comune da associazioni e consorzi: «Rischiamo di diventare un dormitorio, i turisti vogliono svagarsi»

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«Questo non è un dormitorio ma una località turistica e non possiamo permettere che la situazione ci sfugga di mano. Ci sono criticità che possono essere trasformate in opportunità ed è il momento per muoversi». Il presidente di Ascom Comacchio Franco Vitali non le manda certo e dire e batte i pugni sul tavolo.

la riunione

Questa mattina alle 10.30 si riunirà il Tavolo per il Turismo e il confronto potrebbe essere acceso. Secondo gli operatori, infatti, il rilancio dei Lidi di Comacchio non ha preso la strada giusta e si rischia di rimanere schiacciati dall’enorme peso della crisi.

A fare scaldare gli animi la questione mercatini serali, quelli dell’hobbistica e artigianato per intenderci che hanno sempre avuto un grande richiamo. Da due anni a gestirli non sono più i Consorzi del commercianti ma direttamente l’amministrazione comunale e già le polemiche erano all’ordine del giorno. Quest’anno rischiano di saltare completamente.

«Il punto – spiega Vitali – è che bisogna organizzarsi tenendo presente di tutta la normativa legata all’emergenza Covid. E quindi spazi, numeri, divieti e quanto altro. Quando siamo partiti con i mercati settimanali abbiamo dato per scontato che si potessero fare anche questi, ma invece è arrivata la doccia fredda. Dal Comune c hanno fatto sapere che non riescono a organizzarsi ed è per noi inaccettabile».

il problema

In linea di massima i banchi si dovrebbero “allargare” sui viali occupando uno spazio maggiore, oppure ridurre in maniera importante il numero. «Non vediamo ostacoli nel diventare più grandi – continua Vitali –, anzi. Vorrei ricordare che la gente viene in vacanza per stare bene, per trovare un bel clima, per fare due passi anche dopo cena. Cosa facciamo, invitiamo i turisti e poi gli diciamo state chiusi in casa perché qui non c’è niente?».

le seconde case

E aggiunte, “Da Volano a Spina abbiamo 30mila seconde case, con proprietari che hanno deciso quest’anno di non affittare e di tornare. È una grossa opportunità, un rilancio del territorio. Ma devono riscoprire questo posto, tornare ad amarlo come fecero i loro nonni quando comprarono casa. Piccole cose , non possiamo avere grandi eventi ma bisogna pensarle però. Ci stiamo per molto versi buttando la zappa sui piedi» . In attesa di sapere in che modo si potrà fare pubblico intrattenimento, «è il caso di pianificare e mettere in piedi quello per cui il via è già stato dato. I mercatini vanno bene, gli spazi li abbiamo e dobbiamo quindi farli» . —

annarita bova

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