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Ferrara

Pietro Scavuzzo, imprenditore stand fieristici 

Ieri era un pentito di mafia Oggi il grande accusatore dell’inchiesta della procura

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il RETROSCENA

Da pentito di mafia, in Sicilia, negli anni ’90, a grande accusatore dell’inchiesta sugli appalti a Ferrara Fiere che è in corso oggi. Lui, Pietro Scavuzzo, trapanese di origini, ferrarese naturalizzato, lo ha già detto da tempo a chi ha raccolto le sue denunce: «non ho nulla da nascondere sul mio passato». Perchè quello di Scavuzzo è davvero un passato che pesa, e spiazza soprattutto indagati e difensori che puntano sulla sua non credibilità, o meglio sulle accuse troppo interessate nell’inchiesta nata dai suoi racconti di imprenditore di una piccola azienda di allestimento fieristico, la Europa Stand, che da tempo non lavora più per Ferrare Fiere. Scavuzzo un anno e mezzo fa presentò un esposto e poi ha riempito verbali su verbali in quasi una decina di interrogatori davanti agli inquirenti nei mesi corsi, che hanno fatto fare deflagrare ’inchiesta. Passato ingombrante dicevamo, testimoniato dalla sua storia di collaboratore di giustizia, iniziata nel lontano 1991, col suo arresto: due anni dopo offre riscontri per un maxi blitz con gli arresti di 54 presunti appartenenti ai clan del Trapanese. Da allora, è diventato uno dei testi chiave nei processi per mafia, uno su tutti contro Bruno Contrada, e dopo tanti processi, luci ed ombre, accuse e smentite alle denunce, e dopo aver cambiato vita approda decine di anni fa a Ferrara. —

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