Parole e musica da innamorato. Il fidanzato di Lea: «Ricordatevi sempre, mai mollare»
Il giovane Simone Storti ha prima parlato in chiesa durante la cerimonia funebre. Poi sul sagrato ha cantato un rap composto da lui stesso e dedicato alla sua ragazza
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SAN PIETRO IN CASALE (BO). «Avrei voluto scrivere qualcosa, ma poi sapevo che qui avrei cambiato ogni parola». Sale sul pulpito in chiesa Simone Storti, il fidanzato di Lea Ponara, e cerca di radunare tutte le forze per offrire ai tanti presenti il suo racconto.
Guardando la chiesa colma, riparte: «È uno spettacolo bellissimo e tristissimo allo stesso momento. Io penso che non possiamo darle responsabilità, dobbiamo riuscire a lasciarla andare serena, non possiamo darle più pesi. Lea sa che erano tutti recuperabili, anche la persona più cattiva: dobbiamo dare un significato a quello che ci ha lasciato, perché possiamo farlo solo noi».
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Parole che non arrivano a tutti, perché c’è un limite anche nell’entrare nell’intimità del vissuto di ciascuno, ma che sanno dove andare a parare. Poi, Simone riprende: «Vi ringrazio tutti quanti di essere qua, sono convinto che le farebbe piacere e le sta facendo piacere vedere quanta gente è riuscita a toccare».
Il passaggio più struggente, però, è per i genitori della sua Lea: «Tommy e Rafa grazie, perché non ho mai visto una famiglia mettersi in discussione tanto quanto voi: è anche vostro il merito se siamo riusciti a stare così tanto insieme e ad amarci così tanto, perché altre famiglie si reputano aperte mentalmente, ma non so in quanti avrebbero detto “Simo vieni a casa nostra tre mesi” e vi ringrazio, vi ringrazio tanto».
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Poi, tornando a rivolgersi alla più ampia platea, Simone ha voluto fare chiarezza su un aspetto della morte della sua ragazza: «Voglio che sappiate che è stato il suo cuore a cedere, non la sua testa. Non ha mai smesso di lottare, voleva stare qui e fare tantissime cose».
Al termine del rito funebre, poi, lo stesso Simone ha ripreso la parola sul sagrato: «Ho avuto la fortuna di stare abbracciato a lei fino all’ultimo respiro. Non ho mai creduto, ma adesso voglio credere, per poter pensare di riabbracciarla lassù».
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Ed è stato questo il modo d’introdurre la canzone, un rap, che aveva scritto per la sua Lea quand’era ancora in vita, una dichiarazione d’amore eseguita assieme all’amico co-autore e conclusa da un messaggio: «Ricordatevi: mai mollare, mai mollare».
Applausi, abbracci, tutti quei ragazzi che gli vanno incontro, mentre lui, tremante e sconvolto, si aggrappa a quei sostegni.
Infine, come tanti altri amici di Lea, anche Simone ha preso un pennarello per scrivere il suo ultimo messaggio, la sua ultima dichiarazione d’amore sulla bara della ragazza. —
Sergio Armanino
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