Il Crc rischia di morire: appello al Comune «Chiediamo solo una distesa temporanea»
Il circolo ricreativo di Copparo è in difficoltà: i soci anziani all’interno del locale non vanno, serve qualche tavolino fuori
IL CASO
Il Crc è uno dei circoli ricreativi e culturali più antichi del territorio comunale di Copparo. Aperto dal dopoguerra, ha cambiato sede e, da qualche decennio, è situato all’inizio di via Mazzini. Il lockdown e le successive disposizioni sul distanziamento interpersonale lo hanno messo in ginocchio. E parliamo di un circolo di 280 soci, molti dei quali anziani.
«Prima del lockdown – dice il presidente e gestore Maicol Gennari, che porta avanti l’attività aiutato dalla sorella Anna e dalla madre Orietta Mosca – le cose stavano andando bene. Molti soci affezionati, nuovi soci, iniziative alternative. Poi la chiusura. Con la riapertura e le norme su assembramenti e distanziamento, la mazzata. I soci anziani, all’interno, non vengono. Non possono togliere la mascherina, non riescono a sostare. Resta la possibilità che arrivino, consumino e se ne vadano, ma non fa parte degli scopi del circolo. La sola cosa che potrebbe aiutare è una distesa, anche piccola, di tavoli. Una distesa temporanea, ovviamente».
i contatti con il comune
Ma per i circoli questa possibilità è esclusa... «Lo sappiamo. Ne siamo consapevoli – sostiene Maicol Gennari –. Ma siamo anche consapevoli che, se non mettiamo una distesa, anche piccola, chiudiamo. Abbiamo contattato l’Unione dei Comuni. Ci hanno detto che non è possibile, ma anche che è il Comune di Copparo ad avere l’ultima parola. Lo abbiamo contattato, siamo andati anche a un incontro con il sindaco, che è apparso possibilista. Ma poi ci ha fatto riferire dall’assessore competente che nulla si può fare».
L’Arci, spiega Maicol, «ci ha assicurato appoggio, ma anche questo non è bastato. Sembra che basti una decisione del sindaco, una sua ordinanza, per consentire una distesa temporanea anche a noi. Ma finora le risposte sono rimaste fermamente negative».
i tavolini esterni
«Sembra che – fa notare Orietta Mosca – ci sia solo questo circolo, in questa situazione. Non chiediamo di costruire chissà cosa, ma solo di poter piazzare qualche tavolino».
I soci potrebbero «uscire e stare senza mascherina, e tornare a frequentare il circolo. Gli spazi, qui fuori, ci sono, ed hanno anche piazzato delle fioriere per la riduzione della circolazione: oltre tutto, in strada ci sono anche i portabiciclette. E non possiamo nemmeno aprire le finestre per arieggiare. Insomma, se non si potranno mettere dei tavoli fuori, purtroppo sarà fatale chiudere».
il grido d’aiuto
«Sappiamo che ci sono delle regole – conclude Maicol– ma anche che ci deve essere una possibilità di aiutare anche i circoli. Per noi è un grido di aiuto, una richiesta di sostegno. E soprattutto una richiesta temporanea. Non chiediamo di poter piazzare la distesa per tutti gli anni prossimi, ma solo per qualche mese, per ripartire. Ci serve aiuto. Perché non darlo, in un qualunque modo?». —
ALESSANDRO BASSI
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