Bambù da scoprire Il “petrolio verde” per energia e case
Dopo Ripapersico sbarca anche a Ferrara Il pionere Vitali: materia prima da industria
la novità
Sarà anche la’ “capitale della plastica’’ma qualcuno spera che Ferrara possa pian piano diventare il centro di nuovi materiali alternativi e di produzioni non inquinanti, e così un ettaro alla volta pianta… bambù, la materia prima che potrebbe sostituire le materie fossili. A Ferrara accade dal 2016, quando sono nati i primi impianti di coltivazione, dal destino diverso: fra quelli più sviluppati c’è quello in località Ripapersico, e presto ne nascerà uno nuovo in via Caretti. Partner del progetto è il ferrarese Davide Vitali, il fondatore del progetto internazionale Prosperity Bamboo che, con un team di ricercatori, agronomi ed esperti nella creazione di materie prime sostenibili da fibre vegetali, accompagna il proprietario del terreno nella creazione della coltivazione. L’obiettivo è creare una materia prima sostenibile che in futuro possa cambiare le produzioni industriali, sostituire col legno, e non quello degli alberi dalla crescita lenta, le materie fossili.
«Il bambù – dice Vitali – è l’equivalente di un pozzo petrolifero, lo pianti una volta, attendi cinque o sei anni e poi hai produzione di materia prima a ciclo continuo anno su anno per cent’anni. Inoltre – continua – ha una fotosintesi velocissima e produce più ossigeno degli alberi, e poi c’è il germoglio ad uso alimentare che è considerato uno dei cibi più nutrienti al mondo. Con il legno di bambù si può fare di tutto, dall’edilizia alla biomassa, e la cellulosa per fare la carta, le capacità d’impiego sono tantissime». E naturalmente più il legno cresce e più è possibile aumentare il raggio di utilizzo di questo materiale.
Dove andranno collocate le produzioni, specie quelle giovani della provincia di Ferrara, è ancora tutto da vedere. Intanto però «si stanno muovendo tutte le filiere industriali – dice Vitali – da chi produce oggetti in plastica, al settore dell’automotive o quello della cellulosa o quello alimentare». Proprio a questo settore sembrano destinate, almeno in un primo momento, le coltivazioni ferraresi che del resto non hanno ancora cinque anni e quindi non sono arrivate ancora a produzione.
L’Italia ha già 2mila ettari di bambù e il clima giusto per questa pianta. –
g.c.
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