L’ appello dell’Anva ai Comuni ferraresi: Cosap e Tari da ridurre
Un grido d’allarme quello che lancia l’Anva, tramite il presidente provinciale Pier Carlo Baglioni.
E anche un appello rivolto alle varie amministrazioni ferrarese affinché intervengano concretamente sulle rispettive tasse locali in modo da andare incontro alle esigenze colpito ijn modo particolarmente duro dal periodo di lockdown, ma anche da una ripartenza incerta per modalità.
«A differenza di tante altre attività imprenditoriali, i commercianti su area pubblica non hanno potuto usufruire di particolari agevolazioni. Infatti se per bar e ristoranti è stato concessa la possibilità di ampliare gratuitamente le superfici esterne per recuperare posti a sedere, se per altre categorie sono stati adottati provvedimenti per ampliare le aperture, per il commercio su aree pubbliche ad oggi, in alcuni comuni, è stato concesso esclusivamente una proroga delle scadenze. La nostra associazione – dichiara Baglioni presidente dell’Anva/Confesercenti – prendendo atto del periodo di chiusura per il lockdown e prevedendo una consistente riduzione dei fatturati, ha richiesto a tutti i comuni della nostra provincia l’abbattimento della Cosap per tutto l’anno 2020, nonché la rimodulazione della Tari in quanto a fronte di un minor fatturato si prevede una minore produzione di rifiuti. Alcuni comuni – prosegue Baglioni – hanno già adottato propri provvedimenti abbattendo i costi di Cosap e Tari utilizzando risorse finanziarie comunali e dimostrando attenzione e sensibilità nei confronti degli operatori commerciali su area pubblica. Altri hanno solo rinviato il termine di pagamento attendendo eventuali provvedimenti statali che tardano a concretizzarsi, col rischio di dover pagare integralmente tutti i tributi.
« È nostro auspicio che a prescindere da eventuali detassazioni previste dal Governo, tutte le amministrazioni comunali ferraresi sostengano le nostre imprese adottando linee di credito e detassazioni, elementi essenziali e sostanziali per la sopravvivenza della nostra economia». —
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