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Premio Estense, preferite le inchieste: quattro giornalisti in lizza per vincere l’Aquila d’oro 2020

I finalisti sono Bencivelli, Sinigaglia, Trincia e Vecchio. «Libri da leggere che illuminano temi da rispolverare»


13 giugno 2020 Giovanna Corrieri


FERRARA. Sono Silvia Bencivelli, Alberto Sinigaglia, Pablo Trincia e Concetto Vecchio i quattro finalisti della 56ª edizione del Premio Estense, che il prossimo settembre si contenderanno L’Aquila d’oro 2020. I nomi sono emersi ieri mattina al termine «dell’accesa discussione” dalla giuria tecnica, presieduta dall’editorialista de Il Sole 24 Ore Guido Gentili e composta da Tiziana Ferrario, Paolo Garimberti, Jas Gawronski, Paolo Giacomin, Giordano Bruno Guerri, Alberto Faustini, Laura Laurenzi, Gianni Riotta, Alessandra Sardoni e Luca Traini, e che si è peraltro riunita con modalità del tutto inedite e dettate dall’attuale situazione sanitaria. Che avrebbe potuto anche far saltare l’edizione 2020 del Premio, ma che alla fine è stata l’occasione per imboccare la strada della digitalizzazione. «Come tutti gli esseri umani siamo capaci di adattarci, trasformarci e trasformare le problematiche in virtù e in nuove possibilità – dice il presidente della Fondazione del Premio Estense, Gian Luigi Zaina – e la situazione eccezionale creata dal coronavirus è stata infatti per noi la grande opportunità di digitalizzare il premio e dargli una sterzata di modernità enorme».

E sono così stati invasi tutti i canali digitali esistenti, da Facebook a Youtube, da Twitter a instagram e questo «consentirà di portare questo prezioso premio giornalistico – considera Zaina – anche fuori da Ferrara, dove il premio è conosciuto e amato, per dare visibilità nazionale alla nostra eccellenza culturale».

I finalisti

E sicuramente grande importanza lo spazio virtuale continuerà ad avere anche in occasione della cerimonia finale di premiazione, a settembre, visto che «oggi come oggi – continua il presidente – sappiamo che il teatro è un posto magico e rappresenta il Premio Estense, ma al momento non sappiamo in che forma potremo utilizzarlo».

Di certo protagonisti della giornata saranno i quattro finalisti scelti ieri dalla giuria che, riunitasi in parte fisicamente e in parte via web, pare abbia dibattuto parecchio dovendosi barcamenare fra i cinquanta libri in gara «tutti di grande qualità», le diverse formazioni e preferenze dei giurati: qualcuno, si diceva, avrebbe voluto dare più spazio alla cultura, altri a temi internazionali, e c’erano «titoli importanti che è dispiaciuto dover escludere», ma alla fine «si è arrivati ad una scelta largamente condivisa».

E i libri finalisti sono Sospettosi di Silvia Bencivelli, FFFfortissimo di Alberto Sinigaglia, Veleno di Pablo Trincia e Cacciateli! di Concetto Vecchio: «quattro libri – ha detto il presidente della giuria tecnica del Premio, Guido Gentili – che rispondono in pieno prima di tutto a quelle che sono le caratteristiche del nostro bando di concorso, e poi sono libri di quattro giornalisti, libri molto interessanti e, una curiosità, libri il cui titolo è espresso in una sola parola. E anche questo è un segno dei tempi che cambiano».

I soggetti

Dunque «libri da leggere», che premiano il lavoro di inchiesta e «illuminano temi che devono essere illuminati di nuovo», secondo uno dei giurati, Alessandra Sordoni.
Di italiani e scienza si parla nel libro della giornalista scientifica Silvia Bencivelli, «che intercetta un momento di attualità pressante con un tema sul quale l’atteggiamento degli italiani è molto controverso – racconta Gentili –. Si tratta di un’indagine molto serrata e seria».

C’è poi FFFfortissimo di Alberto Sinigaglia, giornalista della Stampa, che parla di musica, «un tema spesso marginale in Italia – dice Gentili –. È scritto con la grande maestria di un giornalista che per tutta la vita si è occupato di questo tema ed è una prima firma per quanto riguarda la critica musicale. Un libro scritto molto bene e ricco di storie e di particolari».

Veleno è invece il primo libro di Pablo Trincia ed è un’inchiesta sul caso dei cosiddetti Diavoli della Bassa Modenese: «Il volume ci riporta ad uno dei casi più oscuri della cronaca giudiziaria degli anni Novanta – racconta il presidente della giuria –, che ha sconvolto la vita di tante persone. Questa storia viene ricostruita nei minimi dettagli, in un lavoro di assoluta eccellenza».

Infine, Cacciateli! del giornalista di Repubblica, Concetto Vecchio, sugli emigrati italiani in Svizzera negli anni Sessanta, «storia che documenta un episodio dimenticato – chiude Gentili –, qui ci viene riportato alla memoria e che fa molto riflettere». —

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