Reddito di cittadinanza Al via le verifiche contro eventuali abusi
Analisi su dati anagrafici e informazioni trasmesse a fini Isee Si parte con un campione pari al 5% dei circa 300 percettori
La lotta ai “furbetti” del reddito di cittadinanza è ai blocchi di partenza. E scende sempre più a livello locale, con incombenze che ricadono sui Comuni chiamati a sfruttare le proprie banche dati. E già entro la fine del mese di giugno Cento lancerà l’amo in acqua: obiettivo, verifiche puntuali su requisiti di residenza, soggiorno e composizione del nucleo familiare dei richiedenti.
Sono all’incirca 300 (ma contemplando le persone inserite nelle famiglie percettrici si sfora quota 500) sul territorio comunale i beneficiari della misura, che venne lanciata ormai un anno e mezzo fa dal governo Conte 1 per sostenere i meno abbienti.
In pratica, andrà analizzata se ed in che misura chi riceve un assegno mensile, il quale vale mediamente 470 euro circa, ne abbia effettivamente diritto.
LA MODALITÀ
La verifica sarà effettuata a campione. Secondo quanto prevede la cornice inquadrata dall’accordo firmato nel luglio dello scorso anno nell’ambito della Conferenza Stato-città.
Nel dettaglio, l’amministrazione comunale si può avvalere delle banche dati delle anagrafi e dei servizi sociali (va ricordato che per usufruire del reddito serve la cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Ue, oppure la residenza in Italia da almeno 10 anni di cui due continuativi).
Schede poi che andranno incrociate con le informazioni relative alla composizione delle famiglie dichiarate ai fini Isee (salvo casi particolari, i coniugi ed i figli minori, anche se non conviventi, fanno parte dello stesso nucleo e a questi soggetti devono essere aggiunte le altre persone presenti sullo stato di famiglia).
A CACCIA DI INCOGRUENZE
L’obiettivo concreto è raccogliere ogni informazione che possa rivelarsi utile al fine di scovare eventuali omissioni, incoerenze, imprecisioni, illogicità o dati falsi “tout court”.
Nel caso siano riscontrate anomalie o difformità, si procederà a comunicarle al soggetto interessato; in mancanza di osservazioni o in presenza di repliche, presentate dal richiedente entro dieci giorni, non accoglibili, i dati su cui emerge un dubbio fondato verranno inviati all’Inps tramite piattaforma Gepi e all’autorità giudiziaria.
IL CALENDARIO
Già entro fine giugno, come prevede il piano predisposto dal Comune e firmato dal dirigente del settore Servizi alla persona Mauro Zuntini, si conta di effettuare controlli sul 5% del totale dei beneficiari del reddito nell’anno 2019, nella fattispecie un campione estratto a sorte con la modalità specificata alla pagina web https://wwwservizi.regione.emiliaromagna.it/generatore.
Nelle fasi successive a finire sotto verifica saranno i percettori dal gennaio 2020 in avanti e che non erano stati coinvolti in precedenza. E attenzione: qualora il numero delle anomalie riscontrate sia superiore al 30% dei casi, i soggetti da sottoporre a controllo saranno, dal periodo successivo, incrementati al 10% del campione. —
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