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Partecipanza agraria L’opposizione sfiducia il governo Tassinari

BE.BA.

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CENTO

«Nessuna divisione dei capi è stata ancora portata a termine dal governo della Partecipanza Agraria di Cento. Tra i 1800 capisti aventi diritto solo malumori, e un ingente danno economico al sistema dell’agricoltura».

I gruppi d’opposizione La Casa del Partecipante e Partecipanza Attiva presentano una mozione di sfiducia e chiedono le dimissioni del presidente Oliviano Tassinari e dell’intera magistratura. Preso atto che «i 1.093 capisti non si sono visti assegnare il capo né hanno ricevuto la quota di denaro proposta come “opzione” dall’amministrazione, mentre i 212 capisti che hanno richiesto il capo alla ventura non hanno ricevuto una assegnazione definitiva, ma una preassegnazione che pone a loro carico l’obbligo di una non meglio precisata identificazione», i consiglieri Corrado Borgatti, Bruno Casoni, Pier Lorenzo Folchi, Luigi Gallerani, Mirco Gallerani, Minelli Renato e Alessandro Tassinari esprimono «sfiducia nell’operato del presidente Oliviano Tassinari che ai sensi dello Statuto “sopraintende agli uffizi ed invigila sugli impiegati”». Ad aggravare la questione, il fatto che «744,43 ettari di terreno sono stati trattenuti dalla divisione ed affittati per liquidare l’opzione in denaro», anche se «la liquidazione dell’opzione come proposta dall’amministrazione non è praticabile perché in contrasto con lo Statuto».

Da qui la richiesta di dimissioni e di nuovo corso. E la proposta, che sarebbe l’unica legittimamente percorribile: «Attuare la divisione assegnando a ogni capista il proprio capo d’ufficio e stabilire il rapporto contrattuale col conduttore, che liquiderà l’opzione». —

BE.BA.

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