Pesche e nettarine, è crisi Dimezzata la produzione
I danni da maltempo presentano un conto pesante per le drupacee Moscheni (Confagricoltura): ogni anno una calamità, innovare per non morire
«Annata da dimenticare per le pesche e nettarine e per altre drupacee in provincia di Ferrara».
Ogni anno un dramma
A parlare è Elisabetta Moscheni, presidente della Sezione Frutticola di Confagricoltura Ferrara che ironicamente aggiunge «Noi frutticoltori siamo una specie davvero resistente. Ogni anno un nuovo dramma, da un decennio si abbatte sulle nostre produzioni una calamità dietro l’altra: gelate, bombe d’acqua, siccità, maculatura bruna, insetti alieni, lasciando da parte il Coronavirus. Ma al di là della nostra tempra e passione, che ci stanno aiutando a sopportare i disagi più estremi, vorrei ricordare che il futuro è sempre più incerto. Se vogliamo vedere lontano e analizzare il comparto con lungimiranza, non tanto per noi ma per il futuro della frutticoltura e far sì che non vada perduto il nostro patrimonio, dobbiamo incentivare l’approccio dei giovani all’agricoltura garantendo loro una redditività dignitosa. Futuro, giovani, equa redditività: abbiamo bisogno di meno burocrazia, maggiore attenzione e più innovazione, che vuol dire anche salvaguardia della biodiversità e dell’equilibrio ambientale. Ricerca e innovazione tecnologica sono indispensabili per portare il settore agricolo a essere sempre più moderno e competitivo, per migliorare le performance e valorizzare l’ambiente, a vantaggio di tutta la comunità, ma queste sono solo parole e noi agricoltori abbiamo bisogno di fatti. Ed è proprio su tutto ciò che Confagricoltura è impegnata a tutti i livelli».
Raccolta a fine mese
Aldo e Andrea Buriani sono frutticoltori di San Bartolomeo in Bosco, conducono un’azienda di circa 50 ettari associata a Confagricoltura Ferrara e hanno destinato circa nove ettari alla produzione di pesche e nettarine.
«Verso la fine di giugno inizieremo a raccogliere le prime pesche di varietà Ufo 4, pesche piatte saturnine, su queste oggi registriamo un danno da maltempo del 20-30%, mentre su altre varietà si va da un meno 60% fino ad arrivare a una produzione quasi azzerata. Le gelate di marzo hanno colpito i fiori e le successive di aprile si sono abbattute sui frutticini. I danni hanno colpito maggiormente alcuni frutteti rispetto ad altri, in particolare quelle porzioni di frutteto poste a ridosso dei seminativi, più esposte al vento e quindi meno protette. Le piogge di questi giorni sono senz’altro un beneficio per le coltivazioni».
Ercolino Gentili è presidente della Delegazione di Argenta di Confagricoltura. Storico produttore frutticolo, a lui chiediamo anticipazioni sull’andamento della ormai prossima campagna delle pesche. «Per le nettarine precoci della varietà Big Top ho poco da dire, se non che i frutteti sono completamente vuoti, al pari di quelli delle albicocche. I miei frutteti sono sotto rete antigrandine, ma non antibrina e la Big Top, una varietà sensibile al freddo, con le gelate non ha avuto scampo, in 20 anni non avevo mai visto nulla di simile. Un po’ meglio si presenta la Stark Redgold, nettarina a polpa gialla medio-tardiva, sicuramente una tra le più coltivate in Italia, ma anche su questa il danno sarà del 70%. Le precoci sono saltate e con loro anche i primi raccolti, così cominceremo solo a fine luglio per proseguire fino a metà agosto. Da dieci anni le drupacee non ripagano neppure dei costi di produzione, pareva fosse migliorata un po’ la situazione negli ultimi due anni, e invece nulla in questo 2020». —
Andrea Tebaldi
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