Le strategie di Fare Ponti Priorità a lavoro e turismo E un sostegno ai giovani
Firmato l’accordo in Regione per un investimento dedicato a settori a rischio della società Stop alla dispersione scolastica e supporto ai servizi sociali
COMACCHIO
“Fare Ponti” è la strategia rivolta in particolare a giovani e anziani dell’area del Basso Ferrarese, che prevede investimenti per oltre 12 milioni di euro. È l’Emilia Romagna una tra le prime regioni d’Italia ad aver definito due Accordi di programma quadro (Apq) e un investimento da 26 milioni di euro complessivi, siglati dalla Regione e dedicati alle Aree Interne pilota del Basso Ferrarese e dell’Appennino, che consentono di attivare ulteriori risorse nazionali per 3.7 milioni di euro, per ogni Area Interna.
Sistemi di mobilità, istruzione, tutela della salute: questi gli ambiti di intervento sui quali si investirà per consentire ad alcuni territori di rimanere al passo col resto della regione.
Nel Basso Ferrarese l’obiettivo è contrastare la preoccupante situazione demografica dell’area (calo della popolazione residente e forte invecchiamento) favorendo lo sviluppo turistico e l’innovazione in campo agricolo e assicurando maggiori servizi di mobilità, istruzione e salute. È un’area che si estende per oltre 1.000 chilometri quadrati, conta 95mila abitanti e dieci Comuni compresi nelle Unioni Terre e Fiumi e Delta del Po, oltre a Comacchio. «Ringrazio la Regione e tutti i colleghi sindaci, le scuole e gli enti che hanno creduto fin da subito in questa importante sfida per il nostro territorio - dice Andrea Zamboni, presidente di Terre e Fiumi e portavoce del Basso ferrarese -, che ci ha consentito di arrivare alla firma dell’accordo. Siamo al centro di un’emergenza globale che mette a dura prova il nostro sistema sociale ed economico e gli interventi inseriti nella strategia “Fare Ponti” ci consentono di investire e allo stesso tempo sperimentare un modo nuovo di pensare allo sviluppo, con al centro le aree periferiche».
le aree di intervento
La strategia si propone di dare una risposta agli anziani con patologie croniche e con un alto tasso di ospedalizzazione attraverso la telemedicina. Per quanto riguarda i più giovani, la strategia vuole dare soluzioni all’elevato tasso di dispersione scolastica (coinvolgere gli studenti in nuove attività didattiche, anche extrascolastiche) e di disoccupazione (percorsi di formazione e consulenza), oltre a una risposta al problema dei minori allontanati dalle famiglie con la creazione di strutture e servizi di accoglienza destinati ad ospitare 24 minori e 16 anziani autosufficienti. Per favorire gli spostamenti e la mobilità verrà realizzata una piattaforma web per il trasporto flessibile e saranno acquisiti 8 van da 9 posti, alcuni anche attrezzati di pedana per disabili, e 25 biciclette elettriche. Prevista l’estensione della banda ultra larga in tutta l’area. In ambito turistico c’è il più ampio disegno di sviluppo del turismo slow dell’area Mab Unesco del Delta del Po. Infine, in agricoltura si punta a estendere il metodo dell’agricoltura di precisione. —
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