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Attività all’aperto in piccoli gruppi Centri estivi 0-3 anni: le linee guida

Attività all’aperto in piccoli gruppi Centri estivi 0-3 anni: le linee guida

La Regione Emilia Romagna ha definito i protocolli per le iniziative di Comuni e privati: il via lunedì prossimo

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«A decorrere dal 22 giugno sono consentite le attività estive per i bambini di età inferiore ai tre anni, secondo le disposizioni dettate dal Protocollo Regionale». Poche parole - a sigillo dell’ordinanza del presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini - che aprono a migliaia di famiglie l’attesissima apertura dei centri ricreativi per l’infanzia. Via libera dunque, nelle strutture già autorizzate, all’attività per i bimbi dai 9 ai 36 mesi, che potrà prolungarsi fino al 31 agosto. Privilegiando quanto più possibile, giochi all’aperto.

Un educatore ogni 5 bimbi

Dopo giorni di confronto con i sindacati, gli enti gestori, i Comuni e i coordinamenti pedagogici territoriali, la Regione ieri ha licenziato il Protocollo con le necessarie linee guida. Ai centri potranno accedere i piccoli in regola con l’obbligo vaccinale, e l’attività sarà organizzata a piccoli gruppi, ciascuno con cinque bimbi al massimo e con un educatore ogni cinque bambini. Rapporto che potrà essere rafforzato in determinati momenti della giornata e che diventerà in ogni caso di 1 a 1 con i bimbi portatori di disabilità.

Gli ausiliari

Il personale educativo impiegato dovrà essere in possesso dei titoli di studio necessari per i servizi educativi della prima infanzia, ma oltre ai docenti bisogna prevedere una adeguata dotazione di personale ausiliario, pari a un addetto ogni 15 bambini per le strutture che ospitino fino a tre piccoli gruppi, e di un addetto ogni 10 bambini nelle strutture che ospitino quattro o più gruppi.

Tutti gli adulti, naturalmente, dovranno usare la mascherina, dispositivo che invece non va indossato sotto i sei anni di età. Considerato che non sarà sempre possibile, da parte degli educatori, mantenere il distanziamento, potrà essere previsto l’utilizzo di ulteriori dispositivi (schermi di protezione per occhi, viso e muscose). Grande attenzione all’igiene e alla sanificazione: a cominciare dai giocattoli (da pulire ogni volta che un bimbo li mette in bocca) e a tutte le misure precauzionali (lavaggio delle mani, gel) per evitare il diffondersi del contagio, così come la somministrazione dei pasti seguirà le linee guida già delineate nei precedenti protocolli di settore.

All’esterno delle strutture dovranno essere collocati punti di triage per l’accompagnamento e il ritiro dei bimbi, o comunque ingressi e uscite separati e scaglionati per evitare assembramenti. Nel punto di accoglienza deve essere disponibile una fontana o un lavandino con acqua e sapone, o in alternativa gel idroalcolico.

È possibile inoltre la misurazione della temperatura corporea con termoscanner: se è superiore ai 37,5 gradi non si potrà entrare.

È probabile che anche per i Centri estivi zero-tre anni le domande superino i posti disponibili (questi ultimi dovranno essere definiti dai Comuni sulla base delle specifiche territoriali). C’è infatti “fame” di spazi ricreativi per bimbi e ragazzi, dopo mesi di costrizione in casa, così come i genitori - che nella Fase 2 hanno ricominciato a lavorare - sono in crescente difficoltà nella gestione dei figli. A conferma dell’esigenza del del servizio, i Cre per la fascia 3-17 anni hanno già registrato decine di esuberi anche a Ferrara. Da qui l’individuazione di criteri di priorità all’accesso, che secondo la Regione sono: la precedente iscrizione a servizi educativi per la prima infanzia, poi sospesi per l’emergenza sanitaria; la condizione di disabilità dei bimbi; la documentata condizione di fragilità della famiglia di provenienza; gli impegni lavorativi dei genitori.

«Un segnale alle famiglie»

«Ci siamo fortemente impegnati per far ripartire le attività per i più piccoli - ha dichiarato la consigliera comunale Dem Marcella Zappaterra - Ci prepariamo al nuovo anno educativo sperimentando nuove modalità di organizzazione delle attività e di socializzazione dei più piccoli. Sappiamo, dopo quattro mesi di stop delle attività dei nidi, che molte famiglie hanno dovuto provvedere a organizzare i propri tempi in maniera diversa ma era importante poter tornare a pianificare le attività educative per i più piccoli, proprio per dare un segnale alle famiglie stesse e alle donne in particolare in vista di settembre. I campi estivi per i bambini e ragazzi dai 3 anni sono già partiti in molte realtà e al momento sembra che funzioni tutto egregiamente, un motivo in più per accogliere con soddisfazione la decisione della Regione, dopo un lungo lavoro per individuare le procedure più adatte per i piccoli, ha dato il via libera alle attività per la fascia 9-36 mesi».—

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