La Nuova Ferrara

Ferrara

Aule da ripensare, mensa in classe Istruzioni per l’anno scolastico

A.M.

Le indicazioni del dirigente dell’Emilia Romagna Stefano Versari «Il rischio zero non esiste: servono precauzione ed equilibrio» 

2 MINUTI DI LETTURA





il documento

Istruzioni per far ripartire la scuola, possibilmente in presenza. Usando come bussole i pareri del Comitato tecnico scientifico , ma anche i principi di precauzione e di proporzionalità. Perché se è vero che il rischio zero non esiste, esiste però quello di farsi paralizzare dal timore di sbagliare. A parlare alle istituzioni, ai Comuni, ai sindacati ma soprattutto alle scuole è il dirigente scolastico della Regione Emilia Romagna, Stefano Versari, che in due comunicazioni mette sul tavolo suggerimenti e indicazioni per il prossimo, complesso anno scolastico. Tenendo presente che le attuali premesse epidemiologiche potrebbero essere del tutto differenti fra tre mesi, e bisogna essere pronti a rimodulare le indicazioni anche ad anno scolastico in corso.

Di sicuro c’è che la scuola implica un massiccio movimento di persone (20 milioni in Italia) che, dopo essere venute a contatto tra loro in spazi chiusi (aule, mense, trasporti) rientrano a casa, tra i loro familiari. Sulla carta, la “tempesta perfetta” per la potenziale diffusione del contagio, se si aggiunge che non sono possibili previsioni scientifiche sugli sviluppi dell’epidemia né un’analisi del rischio da infezione nei pazienti pediatrici e del passaggio agli adulti.

La parola d’ordine resta dunque la prevenzione. E da qui le indicazioni dell’Usr, da calare nelle realtà dei singoli istituti ma che non possono comunque prescindere da una rimodulazione delle aule per mantenere il distanziamento, tenendo conto anche degli spazi per muoversi. Distanziamento che, in alcune circostanze, dovrà aumentare «in modo significativo» rispetto allo standard minimo di un metro. È il caso delle attività didattiche con l’utilizzo degli strumenti a fiato o corali, entrambe svolte come è ovvio senza mascherina.

Per quel che riguarda l’educazione fisica, se svolta al chiuso il distanziamento minimo dovrà essere di due metri (senza mascherina), mentre per la ricreazione e altre attività motorie si dovranno privilegiare gli spazi esterni. Sul fronte delle mense, l’indicazione è quella di fornire agli studenti un “lunch box” da consumare in classe. Particolarmente delicato il capitolo sull’infanzia e sulla disabilità: sotto i sei anni i bimbi non devono indossare la mascherina ma questo significherà per gli operatori ulteriori protezioni (guanti, schermi per occhi, viso e mucose). Non meno importante saper gestire il rischio epidemico con il giusto equilibrio, senza sminuire le prescrizioni ma nemmeno incrementarle in modo inutile. Sintetizza Versari: «Non possono essere adottate irragionevoli posizioni ottimistiche («andrà tutto bene») o pessimistiche («non riaprite le scuole»). I fari devono essere i principi di precauzione e proporzionalità, evitando che «il timore di sbagliare prevalga sul dovere di agire». È, in fondo, la prova della maturità dell’autonomia scolastica (“nata” infatti nel 1999), che ha dato agli istituti gli strumenti normativi per valutare come riorganizzare la ripartenza. —

A.M.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google