Quattro mesi d’amore a distanza «Ma un rapporto solido resiste»
Il ferrarese e la sua compagna occhiobellese ieri si sono ricongiunti Lui era rimasto a Lisbona bloccato dalla chiusura delle frontiere
L’INCONTRO
Lei è Riccarda Dalbuoni, giornalista, scrittrice, addetta stampa nel suo Comune, Occhiobello. Lui è Stefano Scagliarini, un ferrarese giramondo per professione e che si è stabilito in Portogallo. Il lockdown li ha tenuti lontani per quattro lunghi mesi: ieri, alla riapertura delle frontiere, il viaggio del ritorno in patria, con due voli, da Lisbona a Francoforte e quindi a Bologna. E l’atteso abbraccio. La loro è una delle storie d’amore a distanza che il coronavirus ha trasformato in separazioni più lunghe del preventivato e che ieri ha fatto segnare una tappa decisiva: il ricongiungimento.
Nelle ultime ore di attesa abbiamo scambiato due chiacchiere con la collega Riccarda: «Stefano era in Portogallo, ma era da 25 anni che lavorava all’estero, sulle piattaforme petrolifere, con il coronavirus è rimasto incastrato là».
Quattro mesi di contatti via web sono lunghi da far passare: «Sì - ammette Riccarda -, sono stati pesanti. Tutto sommato la tecnologia ha aiutato, siamo diventati una di quelle coppie che ha apparecchiato la tavola con il video davanti. Il lavoro mi ha aiutata, ma apparecchiare parlando con il monitor anziché avere una presenza fisica non è uguale...».
Ed è stata pure fortunata, la Dalbuoni, perché aveva approfittato dell’ultima finestra utile (senza saperlo che lo sarebbe stata...) per andare a trovare il compagno a Lisbona: «Ero andata là a metà febbraio, lui aveva in mente di tornare in Italia i primi di marzo, intorno al 10, ma ormai era tutto chiuso: aveva un volo prenotato per Pasqua, ma è saltato anche quello... È stata lunga - ribadisce Riccarda -. Ogni mese aspettavamo che ci fosse qualche novità: prima sembrava che riaprissero le frontiere il 4 maggio, poi il 18. Magari con delle triangolazioni con voli su altri Paesi sarebbe potuto rientrare prima, ma non era sicuro, così abbiamo aspettato il primo vero giorno utile».
Qualche ora dopo, ecco lo sbarco al Marconi di Bologna: selfie a nostro beneficio, poi in auto verso Ferrara e la telefonata del “ricongiunto”.
Scagliarini, ferrarese di Borgo Punta, mantiene vecchie amicizie in città, nonostante da tanto tempo manchi da Ferrara. Questa separazione, però, non è stata come le altre: «È stata una lontananza obbligata, ma per inquadrarla bisogna dire che c’è un prima e un dopo Riccarda. Prima la vivevo bene, rientravo in Italia una o due volte all’anno. Poi ho incontrato Riccarda e le cose sono cambiate: è stata un’evoluzione anche per me, non me l’aspettavo che mi mancasse così tanto, eppure ero abituato a stare da solo. Invece è stato difficile. La cosa bella è che entrambi abbiamo trasformato la malinconia, le piccole frustrazioni, la mancanza del contatto fisico in energia positiva, in progettualità: anche se davanti a una videocamera, i mesi così sono passati. Arrivare qui, adesso, è una cosa un po’ strana, tra la fiaba e “oddio sto sognando”».
Alle spalle rimane la gestione del rapporto a distanza: «È stato tutto più difficile. Ma se alla base c’è un rapporto solido, non se ne risente. Se c’è un’incomprensione, può essere più difficile superarla, ma a noi non è capitato, non ci sono i presupposti perché scatti una situazione negativa fra di noi: sappiamo cosa vogliamo, dove andiamo, sapevamo che si stava avvicinando il momento di ritrovarsi». —
S.A.
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