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“Musa” si è riaccesa 

Assalto all’ufficio permessi Ztl Code e attese all’apertura

Giovanna Corrieri
Assalto all’ufficio permessi Ztl Code e attese all’apertura

La richiesta dei rinnovi dei permessi per accedere in centro ha creato problemi all’utenza  Gli impiegati: ci aspettavamo un po’ di confusione ma troppe richieste in una volta

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Confusione e code l’ufficio Ztl, che ieri ha riaperto i battenti al pubblico, se le aspettava. Lo dicevano i numeri, le tante telefonate e le 150 mail al giorno ricevute solo nell’ultima settimana per ottenere, prima della riapertura degli uffici, l’invio del permesso provvisorio e poter accedere così, già nelle prime ore di ieri, alla nuovamente controllata Ztl, senza perdere neanche un secondo di lavoro. Chi invece quelle code non se le aspettava era proprio il pubblico, specie quello ignaro di queste possibilità. Come esserne a conoscenza del resto, ci si chiedeva, se il telefono, che peraltro accetta solo chiamate da fisso, rimane muto? Il risultato sono state attese fino a 45 minuti e un livello di pazienza che è costato molto non far precipitare.

I commenti dell’utenza

Diversi alla fine si sono rassegnati a perdere ore di lavoro, così alcuni corrieri, così chi, munito di libretto del camion, moduli e marca da bollo, voleva un permesso giornaliero per entrare in Ztl e fare dei lavori in Porta Reno: «si lavorerà poco oggi – diceva – considerando poi che dalle 12 alle 15 non si può fare rumore…» . «Mi serve un permesso annuale per entrare in Ztl – raccontava un’altra donna in attesa – perché faccio consegne in un negozio di mobili della zona. Ora mi daranno il permesso provvisorio per qualche mese poi dovrò tornare per quello definitivo». E come non fosse bastata la lunga attesa a spazientirla, all’uscita segnalava un servizio insoddisfacente: «se avessi mandato una mail in tempo mi avrebbero inviato il permesso provvisorio? Ho mandato mail e fatto telefonate e non ho ricevuto risposta».

«Non si possono riaprire gli uffici lo stesso giorno in cui riparte l’attivazione dei varchi, così si creano disagi e code e gli assembramenti che non bisognerebbe creare», sottolineava un altro signore in coda per il figlio artigiano bisognoso anche lui di un permesso per lavorare. Contava i numeri davanti a lui anche l’idraulico che doveva fare un lavoro in piazza e che ha preferito fare la coda ieri piuttosto che parcheggiare «in piazza Travaglio. Se poi mi serve qualcosa dal furgone?». E ieri era il giorno per ritirare anche le vetrofanie, per sostare in Ztl, per rinnovare il permesso sosta per i residenti e per i permessi disabili.

Gli impiegati

Ma per questi ci sono le proroghe, ricordavano dagli uffici, tornati attivi: «ma abbiamo sempre lavorato in questi mesi, ricevuto le chiamate e invitato a mandare per mail le carte per i rinnovi dei permessi. Le code? Ci aspettavamo un po’ di confusione e poi le domande sono arrivate tutte insieme. E anche l’apertura è un po’ rallentata visto che con le regole del distanziamento non possiamo essere tanti in ufficio e facciamo turni mattina e pomeriggio». —

Giovanna Corrieri

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