L’ex abbazia è ancora scossa Ristrutturazione mai finanziata
Tutto fermo per una della più antiche pievi del territorio, tutelata dai Beni culturali L’architetto-proprietario: «L’opera venne inserita nel programma regionale»
chiesa vecchia
L’ex pieve di San Michele Arcangelo, una tra le più antiche della Diocesi bolognese, è un po’ il cuore di Poggio Renatico. Purtroppo però l’edificio di Chiesa Vecchia, che risale a prima del 1200, dalle ferite del terremoto del 2012 non si è più ripreso.
I lavori non sono mai partiti. «L’opera è stata inserita nel programma nel programma regionale di ricostruzione post sisma, ma non è mai stata finanziata», dice l’architetto Antonino Persi, che dal 2002 è proprietario dell’ex abbazia, bene tutelato dalla Soprintendenza. Fu lui stesso a sovvenzionare un restauro che consentì di riaprirne le porte, dopo quasi un secolo di abbandono.
i ponteggi al comune
La vicenda della “chiesa vecchia” è tornata d’attualità perché il Comune poggese, grazie a risorse della Regione per circa 38mila euro, sta per entrare in possesso dei ponteggi innalzati subito dopo il terremoto per la messa in sicurezza dello stabile, che vennero finanziati dall’Unione Europea. E dato che la ristrutturazione non è alle viste, spiega Persi, «si è valutato che sia meno costoso acquisire le strutture finalizzate al puntellamento interno piuttosto che riconoscere all’impresa (la Cesa di Città di Castello, ndr) le spese di noleggio. Quelle impalcature saranno poi consegnate alla ditta che, speriamo, realizzerà i lavori».
la bellezza del luogo
Il punto interrogativo è di dimensioni rilevanti. La Regione aveva fatto una stima di quanto sarebbe necessario (circa 230mila euro), ma poi nulla è stato erogato. L’opera, per rivitalizzare un bene privato anche se di indiscutibile pregio culturale, è finita in fondo alla lista delle priorità. «Anche perché, ed è stato un mio errore – riconosce Persi –, gestendo l’ex abbazia dopo il primo restauro, non avevo aperto una partita Iva, altrimenti avrei potuto beneficiare dei fondi dedicati alle attività produttive per la ricostruzione. All’interno di San Michele ho ospitato concerti, mostre, varie iniziative, ma io mi limitavo in pratica a dare le chiavi».
La speranza non è comunque del tutto tramontata: «Sarebbe importante riaprire l’ex pieve. Le ricerche storiche effettuate da Gianni Cerioli misero in luce un importante ciclo pittorico custodito all’interno, ma c’è anche una parete non ancora cifrata e una cripta da conservare. Io sono disponibile a garantire l’uso pubblico del luogo – conclude l’architetto – e so che il Comune è favorevole. Speriamo bene». —
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