Una vera odissea per rinnovare la carta d’identità per i due figli
Il racconto di due coniugi ferraresi rimasti incastrati nella burocrazia Telefonate a vuoto al Comune, poi risposte gentili ma senza soluzione
Il caso
Dovevono rinnovare la carta d’identità dei loro figli gemelli che è scaduta il 26 maggio, in concomitanza con il loro dodicesimo compleanno.
Siamo in fase lockdown e i due genitori consultano il sito del Comune per capire come avere la carta d’identità, che ora è solo elettronica.
Dal sito del Comune si deve andare sul sito del Ministero dell’Interno, registrarsi e prenotare un appuntamento.
Il racconto
«Sembrava tutto molto semplice – raccontano i genitori – ma il primo tentativo fallisce perché non ci sono orari liberi. Riproviamo il giorno dopo, e i giorni dopo ancora senza mai riuscire a trovare un appuntamento libero. Oggi – ieri per chi legge – dopo 20 giorni di inutili tentativi, a lockdown ormai terminato, decidiamo, assieme ai ragazzi di recarci di persona all’ufficio della Delegazione di via Putinati. Dove, attaccato alla porta, ci accoglie un cartello che spiega che si può accedere agli uffici solo su appuntamento e segue un numero di telefono a cui poter chiamare per avere ulteriori informazioni. Rimanendo fuori dalla porta chiamiamo il numero. Una signora gentilmente ci informa che al momento non si possono prendere prenotazioni, in quanto il Comune caricherà un’agenda online, forse venerdì, o forse la settimana prossima, e che senza l’agenda non si riesce a prendere appuntamenti».
Demoralizzati dalla piega che stava prendendo la faccenda la famiglia ha deciso di entrare per cercare maggiore fortuna e forse la soluzione di questa odissea burocratica, ma con scarsa fortuna.
Nell’ufficio
«All’interno ci sono solo due impiegate, una delle quali, alla nostra richiesta di chiarimenti ci rispiega quanto detto prima al telefono. Visto che non c’erano altre persone oltre a noi, chiediamo di poter finalmente sbrigare la pratica. Ma con estrema gentilezza, ci viene risposto che non è possibile, perché bisogna prima prenotare un appuntamento (quello sulla agenda che ancora non esiste) e puntualizzando che, loro sono in presenza da lunedì, ma non hanno ancora fatto nessuna pratica. Non sapendo cosa obbiettare alle dipendenti e cosa dire ai nostri due figli che si guardavano in giro cercando una telecamera nascosta nella speranza di essere su “Scherzi a parte”, abbiamo salutato e siamo tornati a casa».
Domande
«Ma una domanda, la vogliamo rivolgere – proseguono i due coniugi – agli organi competenti, perché chiudere gli uffici della delegazione? Perché, semplicemente non metterli in sicurezza con plexiglass, mascherine e detergenti come è successo per gran parte delle attività commerciali? Perché fare tornare il personale in presenza senza metterlo poi a lavorare? ». —
Cinzia Berveglieri
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