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LA SENTENZA

Ferrara, i giudici della Cassazione: «Non c’è stato mobbing sul medico ortopedico»

Ferrara, i giudici della Cassazione: «Non c’è stato mobbing sul medico ortopedico»

La causa della dottoressa durata 10 anni

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FERRARA. Nel 2011 il rapporto di lavoro di assistente medico che durava da oltre 20 anni con il Sant’Anna venne risolto perchè dichiarata «assolutamente e permanentemente inabile a qualsiasi lavoro proficuo». Lei, medico ortopedico, però impugnò il licenziamento facendo causa alla Usl e all’ospedale per mobbing, per i frequenti trasferimenti di funzioni, i comportamenti vessatori imposti con demansionamenti: ma sia il tribunale di Ferrara che la Corte d’appello di Bologna le diedero torto e infine la Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla controversia, rigettando il suo ennesimo ricorso condannandola al pagamento delle spese di giustizia e ai costi professionali dei legali dell’Azienda sanitaria locale di Ferrara e appunto l’Azienda ospedaliero universitaria Sant’Anna. I giudici sono arrivati a questa conclusione, ritenendo motivi del ricorso infondati e soprattutto ammettendo esservi addirittura profili di inammissibilità: ossia, gli atti del ricorso non sono completi a tal punto da non essere presi in considerazione. I giudici della Cassazione (presidente Napoletano e relatore Marotta) articolano la decisione depositata la settimana scorsa, bocciando anche la richiesta di risarcimento. Un passaggio negli atti fotografa la contesa giudiziaria: «Non ci si può limitare a genericamente dolersi di essere vittima di un illecito (il mobbing, ndr) ma occorre evidenziare, a fronte di una prospettazione di trattamento vessatorio, concreti elementi a sostegno della sussistenza di un disegno preordinato alla prevaricazione». Traduzione: non sono state comunque portate prove a supporto della tesi di lesioni dei diritti professionali per mobbing. —

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