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Il Mulino abbandonato fa infuriare i grillini

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L’antico Mulino del Po, abbandonato sulla sponda di Ro torna a far discutere. «È la storia di un fallimento turistico ed economico, che non può certo essere imputato solo alla recente pandemia. È una brutta storia dietro alla quale ci sono delle responsabilità, a livello di progettazione, gestione e promozione», sostiene in un lungo documento il Movimento 5 stelle.

I pentastellati riassumono la vicenda, partendo dalla ciclabile Destra Po: «Ciò che il turista ciclofluviale, ricco di aspettative, trova sull’argine del Po a Ro, invece, è una completa desolazione. Un vero e proprio pugno allo stomaco al turismo ciclo fluviale». Ovvero, la ricostruzione del bacchelliano mulino che, ricordano dal M5s, «giace chiuso, abbandonato e ancorato ad un attracco sbarrato. Le strutture di ristorazione e logistiche (anni fa attive) hanno chiuso i battenti e campeggiano mute e abbandonate, fra l’erba alta, accompagnate da pretenziose statue di cartapesta e ricostruzioni in scala di un galeone per i bambini, tristemente deserto, come anche le giostrine fra le erbacce».

Lo sguardo poi si posa sul versante rodigino del fiume: «E viene il nervoso – aggiungono dal M5s –, quando si vede dall’altra parte del ponte (a Polesella) un grosso attracco fluviale con ristorazione, in funzione, che alcuni anni fa permetteva anche a navi turistiche di classe A (lunghe 70 metri, la mitica River Cloud) di ormeggiare e permettere ai turisti di andare e tornare in pullman a visitare le bellezze di Ferrara, prima che l’armatore della flotta – dopo che la River Cloud si incagliò sul fondale del Po, tra Ferrara e Ostiglia – decidesse di spostarla sul Danubio. Un altro fallimento del turismo fluviale». —

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