Berco tratta sul contratto I sindacati non ci stanno
COPPARO
La direzione Thyssenkrupp-Berco, attraverso l’amministratore delegato Piero Bruno, annuncia l’avvio del rinnovo del contratto aziendale, ma i sindacati si proclamano sorpresi. E ieri l’hanno annunciato attraverso un comunicato unitario che racchiude tutte le sigle: Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil ed Rsu.
«Apprendiamo con stupore che la direzione di Thyssenkrupp-Berco avrebbe avviato il rinnovo del contratto aziendale per gli stabilimenti di Copparo e Castelfranco (Tv) - scrivono -; peraltro non ci stupiremmo neppure di scoprire che le assemblee, tenute in questi giorni dall’azienda in solitaria, servano per presentare la piattaforma aziendale, sovvertendo così le tradizionali regole del gioco. È vero che l’amministratore delegato, dottor Piero Bruno, ci ha inviato una formale comunicazione di conferma della decadenza di ogni elemento della contrattazione ad oggi vigente in Berco, tuttavia leggiamo che l’azienda è disponibile a discutere di una “revisione del contratto integrativo aziendale”. Ci stiamo interrogando quale contratto voglia “revisionare” se ne dichiara la decadenza dal 1º ottobre».
«A un profano la situazione potrebbe apparire bizzarra ma, in realtà, dietro queste comunicazioni temiamo ci sia una oggettiva volontà di operare tagli occupazionali e riduzione dei salari ammantati da “lo facciamo per il bene della comunità”. Non si è mai capito come un taglio dell’occupazione e dei salari facesse il bene della comunità, tant’è che in passato è stata proprio la comunità a pagare il prezzo più salato di questo tipo di scelte fatte da manager che a noi parevano più legati alle stock options che al territorio».
«In questo anno e mezzo di tentativi di incidere sulle scelte che impattavano sulla vita di centinaia di persone - prosegue la nota - l’azienda ha operato quasi esclusivamente unilateralmente. A marzo siamo dovuti ricorrere al blocco delle attività in sciopero per affrontare l’emergenza Covid che si stava rivelando in tutta la sua drammaticità».
«Proprio per questo - chiudono - l’atteggiamento che appare chiaramente ostile nei confronti dei lavoratori, in quanto comunica l’azzeramento dei trattamenti economici e normativi previsti, risulta essere stridente con quanto enfatizzato dall’a.d. Piero Bruno». —
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