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Il racconto dei genitori 

Giovane morì a 17 anni Dai fondi raccolti un dono per i bimbi del Sant’Anna

STEFANO BALBONI
Giovane morì a 17 anni Dai fondi raccolti un dono per i bimbi del Sant’Anna

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Un monitor elettrocardiografico di ultima generazione è stato donato al reparto di pediatria dell’ospedale Sant’Anna, a Cona, dove è già in uso. La consegna è stata ufficializzata ieri alla presenza della direttrice del reparto, Monica Sproccati, della dirigente medico Raffaella Faggioli e della caposala Franca Mazzini. A volere fortemente questa donazione sono stati due genitori ferraresi, Marco Veronesi e Francesca Tumiati, che circa un anno fa hanno dovuto rinunciare all’affetto del loro unico figlio, Alessandro, scomparso per malattia all’età di 17 anni e seguito fin dai primi giorni di vita dalla pediatria di Ferrara a causa di una rara malattia genetica.

«Quando Alessandro ci ha lasciati - commentano i genitori - ci ha colpito la vicinanza mostrata dalle tante persone che lo hanno conosciuto e sono partite varie raccolte fondi che abbiamo voluto convogliare in un unico progetto». Il monitor di ultima generazione, corredato di apposito carrello, è in grado di analizzare rapidamente le forme d’onda generate dall’elettrocardiogramma e di segnalare attraverso appositi allarmi eventuali anomalie, in modo da poter intervenire celermente. Il tutto mantenendo costantemente monitorato il numero di pulsazioni cardiache, la quantità di ossigeno presente nel sangue e la pressione arteriosa. La donazione è stata possibile grazie alla vicinanza dei colleghi dei genitori di Alessandro. Il padre Marco è un operatore della Polfer di Bologna, mentre Francesca è impiegata da MediaWorld.

La generosità dei colleghi è stata affiancata da quella di molti amici della sezione C.A.I. di Ferrara, della scuola media “Bonati” (frequentata da Alessandro), della Coop Onlus “I frutti dell’albero”, delle Case Famiglia “Villa Cosetta” e “Il sole e la luna” e degli abitanti del condominio di viale Krasnodar 142. «Oggi - concludono i genitori - riusciamo in parte a ricambiare non solo la indiscussa professionalità ricevuta durante i ricoveri di Alessandro, ma anche l’umanità e sensibilità ricevute dal personale del reparto». –

STEFANO BALBONI

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