Cre, nuovi ingressi grazie alle rinunce E i privati attaccano
Missanelli (Fism) contro l’offerta di Comune e cooperative «Con metà dei fondi si davano risposte più capillari»
Ci sono ancora posti liberi nei Centri estivi comunali, tanto anche ieri un bambino ha trovato posto grazie ad una chiamata da parte dell’Istituzione scuola a seguito della rinuncia di una famiglia meglio piazzata in graduatoria. «Le riassegnazioni andranno avanti per i prossimi giorni, è una prassi normale» fa presente l’assessore Cristina Coletti, sciogliendo gli interrogativi di chi si è trovato fuori dal primo giro di posti ma ha letto le dichiarazioni degli amministratori sul numero di posti messi a disposizione superiore ai bambini effettivamente frequentanti.
Si stanno in effetti registrando diverse rinunce da parte di famiglie che hanno effettuato pre-iscrizioni su più plessi o comunque hanno trovato soluzioni alternative per i propri bambini. Una situazione che si registra di sovente negli assestamenti delle graduatorie degli asili, durante l’anno.
l’affondo dei privati
Le scuole private e i Grest parrocchiali, che in molti casi hanno alzato le tariffe per i costi Covid, si schierano tra i critici della opzione Comune-coop. «Il Comune di Ferrara ha deciso autonomamente di attivare propri centri estivi per l’infanzia e fino ai 14 anni di età, con un impegno organizzativo ed economico significativo - è l’affondo di Biagio Missanelli, presidente Fism Ferrara - Forse unico Comune di provincia in Emilia Romagna che invece di usare, valorizzare ed implementare le risorse già presenti sul territorio, e sono molte, ha pensato di fare in proprio appaltando il servizio». I privati riconoscono che prima della pandemia un dialogo si era avviato, «ma poi probabilmente non c’è stata la forza politica e si è preferita la semplificazione organizzativa. Probabilmente con la metà dei fondi impiegati si riusciva a dare risposte più precise e capillari».
Il malessere riguarda anche i fondi statali (227.520 euro a Ferrara), «bisogna dare la possibilità di una scelta libera, anche nel privato. Le numerose scuole paritarie che non hanno potuto aprire perché le rette erano irraggiungibili per le famiglie, forse avrebbero potuto farlo, o potranno farlo con i contributi - dice Missanelli - Ad essere si sono poi sostituite associazioni per lo più sportive, anche approssimative che, utilizzando un costo del personale molto basso, possono offrire servizi competitivi ma estemporanei e non continuativi. Occorre non svendere i servizi per i più piccoli». —
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