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scatta l’ammonimento del questore  

L’incubo della madre Botte e vasi in faccia dal figlio violento

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Ogni giorno, un incubo: una convivenza tra madre e figlio diventata un inferno. Perché ogni giorno lui arriva ad offenderla, la ingiuriava, le sputava addosso, la minacciava di ritorsioni, l’aggrediva anche fino a lanciarle addosso un vaso di fiori colpendola al viso. Una convivenza difficile e ormai insostenibile, con la madre, iniziata circa 4 anni fa. Atti e fatti che sono diventati maltrattamenti di natura fisica e psicologica, tali da causare alla anziana donna uno stato di ansia e di timore perenne, temendo per la propria sicurezza.

Alla fine ha deciso di segnalare tutto e dopo l’ultimo fatato (quel vaso in faccia) il questore Cesare Capocasa ha disposto il provvedimento di ammonimento al figlio, un avvertimento per cui alla prossima violenza verrà denunciato d’ufficio, rischiando il carcere.

E l’ennesima storia di violenza, di violenza famigliare, e sulle donne. Che, come spiega la Polizia di Stato, hanno diversi strumenti per parlarne e trovare aiuto.

Uno su tanti l’App Youpol, realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, che è stata estesa anche ai reati di violenza che si consumano tra le mura domestiche. Ma non solo le vittime, sono invitate ad uscire allo scoperto o dal silenzio: anche chi è stato testimone diretto o indiretto, per esempio i vicini di casa, può denunciare il fatto alla polizia, inviando un messaggio anche con foto e video.

Un nuovo strumento questo dell’App di Polizia nato nella convinzione che ogni cittadino è parte responsabile e attiva nella vita sociale, e deve fare la propria parte: perché come ricorda il questore Capocasa: «Denunciate, vincete la paura, rompete l’isolamento e la vergogna. Uscite dal silenzio». –

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