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Fabbri e le coop: sui Cre fatto tanto a rette invariate

s.c.

L’affondo delle scuole paritarie sui costi ha suscitato reazioni piuttosto decise 

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il caso

Ha fatto rumore l’affondo delle scuole paritarie contro le modalità e i costi dei Centri estivi organizzati dal Comune con l’aiuto delle coop. Le parole del presidente Fism, Biagio Missanelli, su Ferrara unico Comune che «invece di usare, valorizzare e implementare le risorse già presenti sul territorio, e sono molte, ha pensato di fare in proprio appaltando il servizio», mentre «probabilmente con la metà dei fondi impegnati si riusciva a dare risposte più precise e lineari», erano in difesa delle tante realtà chiuse, ma non poteva non suscitare reazioni. Tanto più a qualche giorno dalla firma del protocollo per i Cre negli oratori firmato da Curia e Comune. Così Missanelli già in mattinata ha gettato acqua sul fuoco, «i punti estrapolati dal nostro articolo portato ad un fraintendimento e ad un’inutile polemica», precisando anzitutto di non avere «nulla da obiettare sulla progettazione Comune-coop. Queste ultime, in poco tempo e con grande professionalità, hanno risposto alla richiesta dell’amministrazione comunale»; pur ribadendo che «avremmo auspicato che i contributi del Comune potessero servire soprattutto ad implementare le tante risorse umane e strutturali già esistenti sul territorio».

Niente da fare. Per prime sono intervenute le coop che lavorano nei Cre comunali. L’intervento «del tutto eccezionale», che supera in standard le richieste della Regione, ha richiesto un’importante forza organizzativa e «si configura come la ricaduta del rapporto gestionale in capo alla cooperazione sui nidi e scuole materne del Comune» ha detto Sabrina Scida, presidente di coop Germoglio. Chiara Bertolasi (Confcoop) e Chiara Bertelli (Lega) difendono «l’assessore Cristina Coletti e il suo staff, hanno dimostrato coraggio e tempestività, garantendo una risposta alle famiglie diventata urgente», riconoscendo che la ripartenza a settembre «impegnerà tutti i soggetti del territorio».

Nel pomeriggio è toccato allo stesso sindaco Alan Fabbri, che ha anzitutto ricordato di aver dato posto a 320 famiglie e 250 addetti grazie a coop e sindacati «senza aumentare la retta di un centesimo», per ricordare poi i 4mila euro a sezione per tutte le materne paritarie chiuse per lockdown, dicendosi quindi dispiaciuto per polemiche «sollevate con modi e tempi che alimentano il sospetto di un pregiudizio politico». Non abbiamo escluso alcuna realtà dal dialogo, aggiunge Coletti, «ci sentiamo dunque particolarmente sereni nel rimandare al mittente accuse infondate da parte di chi non ha partecipato allo sforzo comune e condiviso». —

s.c.

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