Incidente paralizza la Super I coinvolti riempiti di insulti
Tamponamento ieri mattina alle 9.30: La Ferrara-Mare bloccata per ore «Siamo stati noi, abbiamo sbagliato. Ma spero per mio figlio un mondo migliore»
MASI SAN GIACOMO
«Speravo di crescere mio figlio in un mondo migliore. Siamo noi che abbiamo causato il tamponamento in Superstrada ieri mattina. Stavamo andando al mare con il nostro bambino ed è successo. Ci hanno augurato la morte e riempito di insulti. Fisicamente stiamo bene, ma siamo molto provati».
Angela Peluso era nell’auto che ha causato il tamponamento a catena, per fortuna senza feriti, ieri attorno alle 9. 30 sulla Ferrara-Mare, nel primo fine settimana di vera corsa verso il mare e si è trovata nel mezzo di una bufera.
i fatti
L’incidente ieri mattina in direzione mare all’altezza di Masi San Giacomo verso le 9.30 quando due auto si sono scontrate: una Ford C-Max con a bordo marito, moglie e il figlio sul sedile posteriore e una Toyota Chr con a bordo un ragazzo alla guida e una ragazza seduta dal lato passeggero. In breve tempo si è creata una coda lunga chilometri che è arrivata fino in Autostrada, all’altezza dell’uscita di Ferrara Sud. Sul posto i sanitari del 118 con l’ambulanza e gli agenti della Polizia strada e Polizia locale per rilievi e gestione del traffico.
Saranno le forze dell’ordine a stabilire la dinamica esatta del sinistro ma da una prima ricostruzione sembra si tratti di un tamponamento. Traffico poco scorrevole, auto vicine e quando la vettura davanti ha frenato, l’altra non ha fatto in tempo e le è andata addosso. Fortunatamente nessuno dei coinvolti è rimasto gravemente ferito. Oltre alla paura per l’incidente, i coinvolti hanno anche dovuto subire offese e ingiurie da parte degli automobilisti rimasti bloccati in coda. «È una vergogna – dice una donna – in auto c’era anche un bambino di tre anni! ». Per evitare l’ulteriore allungamento della colonna di macchine e per consentire agli agenti di svolgere i rilievi e poi permettere ai tecnici di rimuovere i mezzi e pulire la strada, è stata fatta l’uscita obbligatoria a Cona. Due donne lievemente ferite portate a Cona per accertamenti e cure.
lo sfogo
«Siamo noi che abbiamo procurato l’incidente - dice Angela Peluso -. Vi assicuro che non c’era nessuno con il telefono in mano nella nostra macchina. Nessuna distrazione. Stavamo chiacchierando su che bella giornata avremmo passato al mare con il nostro bimbo di 3 anni. Non credo che esista nessuno che la mattina si sveglia pensando di andare in superstrada a schiantarsi». «Non dico questo per giustificare quanto accaduto, anzi. Spero solo che a nessuno capiti mai di essere in strada tremanti, e essere assaliti da gente che ti augura il cancro solo perché hai causato una coda. Mio marito è radiologo, abbiamo sempre aiutato. Giuro mai, in quelle situazioni mi è venuto in mente di giudicare chi aveva causato o era coinvolto in un incidente. Di tutta questa storia, questa è la ferita più grande che mi porterò dentro. Speravo di crescere mio figlio in un mondo migliore...». —
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