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Lo sport dilettantistico rischia di non avere sede Le scuole potrebbero non concedere le palestre

annarita bova
Lo sport dilettantistico rischia di non avere sede Le scuole potrebbero non concedere le palestre

Troppo complicata la gestione se allargata anche a persone esterne, richiederebbe continui cicli di sanificazione e aumenterebbero i rischi  

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il caso

Le piccole associazioni sportive iniziano nuovamente a tremare. Dopo i lunghi mesi di stop e la speranza di poter riprendere l’attività a pieno ritmo, arriva l’ennesima ombra all’orizzonte: potranno usare le palestre delle scuole quando comincerà l’anno scolastico e fuori dagli orari di lezione?

il dubbio

A quanto pare il ministero dell’Istruzione si sarebbe voltato dall’altra parte perché già è difficile gestire chi sta dentro e pensare anche a coloro che arrivano da fuori diventerebbe un peso troppo pesante. In effetti i numeri specialmente in alcune palestre sarebbero importanti, con persone di società diverse che andrebbero a frequentare gli stessi locali e in teoria si dovrebbe sanificare ogni volta. E poi, particolare da non trascurare, se anche uno solo di coloro che usa la palestra dovesse risultare positivo, la scuola sarebbe a rischio chiusura, con tutto quello che una cosa del genere può comportare.

il collasso

Lo sport dilettantistico rischia dunque l’ennesimo blocco con grande preoccupazione del Coni e delle federazioni che hanno già chiesto un incontro a livello nazionale per cercare delle soluzioni. In realtà anche con la scuola sembra tutto ancora in alto mare, non avendo ancora una data di inizio e non sapendo come i ragazzi faranno lezione. Al momento pare che in orario scolastico, l’ora di educazione fisica per intenderci, si potrà fare tranquillamente ma il resto no e sport come la pallavolo, il basket e la pallamano potrebbero non ripartire fino all’anno nuovo.

gli incontri

Ministero della salute, ministero dell’Istruzione, ministero dello sport, Coni, Federazioni dovranno affrontare la situazione anche perché attorno alle attività ruotano decine e decine di persone che si troverebbero senza lavoro se il tutto non dovesse ripartire. O comunque le società dovranno trovare soluzioni alternative, chiedendo ospitalità nei palazzetti. Che difficilmente apriranno le porte se all’interno si allenano e giocano professionisti che hanno da affrontare campionati importanti e devono restare quindi blindati.

l’attesa

Campionati da organizzare, date, tesseramenti: tutto ancora praticamente fermo e il non sapere dove e quando ci si potrà andare ad allenare, quanti bambini o ragazzini potranno essere messi in gruppo e con quali modalità lascia tutto in sospeso. I dirigenti scolastici non sarebbero troppo del parere perché preoccupati di dover affrontare situazioni difficili.

Insomma, non resterà molta scelta. O l’orda di educazione fisica si farà fuori i in classe oppure difficilmente, almeno per i primi mesi dell’anno, le due cose potranno convivere con le scuole che tendono il più possibile alla chiusura verso l’esterno. —

annarita bova

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