Lo sport dilettantistico rischia di non avere sede Le scuole potrebbero non concedere le palestre
Troppo complicata la gestione se allargata anche a persone esterne, richiederebbe continui cicli di sanificazione e aumenterebbero i rischi
il caso
Le piccole associazioni sportive iniziano nuovamente a tremare. Dopo i lunghi mesi di stop e la speranza di poter riprendere l’attività a pieno ritmo, arriva l’ennesima ombra all’orizzonte: potranno usare le palestre delle scuole quando comincerà l’anno scolastico e fuori dagli orari di lezione?
il dubbio
A quanto pare il ministero dell’Istruzione si sarebbe voltato dall’altra parte perché già è difficile gestire chi sta dentro e pensare anche a coloro che arrivano da fuori diventerebbe un peso troppo pesante. In effetti i numeri specialmente in alcune palestre sarebbero importanti, con persone di società diverse che andrebbero a frequentare gli stessi locali e in teoria si dovrebbe sanificare ogni volta. E poi, particolare da non trascurare, se anche uno solo di coloro che usa la palestra dovesse risultare positivo, la scuola sarebbe a rischio chiusura, con tutto quello che una cosa del genere può comportare.
il collasso
Lo sport dilettantistico rischia dunque l’ennesimo blocco con grande preoccupazione del Coni e delle federazioni che hanno già chiesto un incontro a livello nazionale per cercare delle soluzioni. In realtà anche con la scuola sembra tutto ancora in alto mare, non avendo ancora una data di inizio e non sapendo come i ragazzi faranno lezione. Al momento pare che in orario scolastico, l’ora di educazione fisica per intenderci, si potrà fare tranquillamente ma il resto no e sport come la pallavolo, il basket e la pallamano potrebbero non ripartire fino all’anno nuovo.
gli incontri
Ministero della salute, ministero dell’Istruzione, ministero dello sport, Coni, Federazioni dovranno affrontare la situazione anche perché attorno alle attività ruotano decine e decine di persone che si troverebbero senza lavoro se il tutto non dovesse ripartire. O comunque le società dovranno trovare soluzioni alternative, chiedendo ospitalità nei palazzetti. Che difficilmente apriranno le porte se all’interno si allenano e giocano professionisti che hanno da affrontare campionati importanti e devono restare quindi blindati.
l’attesa
Campionati da organizzare, date, tesseramenti: tutto ancora praticamente fermo e il non sapere dove e quando ci si potrà andare ad allenare, quanti bambini o ragazzini potranno essere messi in gruppo e con quali modalità lascia tutto in sospeso. I dirigenti scolastici non sarebbero troppo del parere perché preoccupati di dover affrontare situazioni difficili.
Insomma, non resterà molta scelta. O l’orda di educazione fisica si farà fuori i in classe oppure difficilmente, almeno per i primi mesi dell’anno, le due cose potranno convivere con le scuole che tendono il più possibile alla chiusura verso l’esterno. —
annarita bova
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