Contratto scuola-famiglie: serve un rinnovo anti Covid
L’invito del dirigente regionale Versari per il rispetto delle indicazioni del Cts All’ingresso non sarà misurata la temperatura, la fiducia è fondamentale
Se a settembre si vorrà tornare a scuola in sicurezza, serve un patto di fiducia tra istituzioni scolastiche, famiglie e studenti sul rispetto delle misure di precauzione.
Lo sostiene il Comitato Tecnico scientifico (Cts), e lo rilancia l’Ufficio scolastico regionale (Usr) rivolgendosi a dirigenti, istituzioni, genitori e agli oltre 600mila alunni che frequentano le strutture scolastiche regionali. In particolare, il responsabile Usr Stefano Versari, nella sua ultima comunicazione dedicata ai “materiali per la ripartenza” invita a integrare l’attuale Patto educativo di corresponsabilità.
Le condizioni del Cts
Tra gli impegni da rispettare hanno fatto irruzione infatti le norme anti Covid, tanto più che secondo il parere del Cts non sarà necessario misurare la temperatura corporea all’ingresso della scuola.
Nel suo documento il Cts indica dunque come precondizioni per la presenza in classe degli studenti: l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura oltre i 37,5° anche nei tre giorni precedenti; non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni; non essere stati a contatto con persone positive, per quanto a propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni. Chiunque ha sintomatologia respiratoria o temperatura superiore a 37,5° dovrà restare a casa. Da qui, ricorda Versari, il richiamo del Comitato «alla responsabilità individuale rispetto allo stato di salute dei minori affidati alla responsabilità genitoriale», e alla necessità di «una collaborazione attiva di studenti e famiglie ».
Fondamentale accompagnare alla condotta diligente, sottolinea il dirigente Usr, il “principio dell’affidamento”, secondo cui “ogni consociato può confidare che ciascuno si comporti adottando le regole precauzionali” condivise. Premessa-chiave, in questo contesto, per non misurare la temperatura all’entrata della scuola.
Nasce perciò l’esigenza, ribadisce Versari, di integrare il “Patto educativo di Corresponsabilità” «con l’impegno delle famiglie, degli esercenti la potestà genitoriale o degli studenti maggiorenni, a rispettare le “precondizioni” per la presenza a scuola nel prossimo anno scolastico. Il Patto infatti, oltre a essere un documento pedagogico di condivisione scuola-famiglia di “intenti” educativi, è pure un documento di natura contrattuale - ne è richiesta la sottoscrizione da parte di ciascun studente/genitore - finalizzato all’assunzione di impegni reciproci».
Mediazione linguistica
Inoltre «per favorire la comprensione, da parte di tutte le famiglie, della responsabilità condivisa di “non portare a scuola” studenti con i sintomi sospetti , potrebbe risultare utile supportare le famiglie immigrate anche ricorrendo a mediatori culturali ». —
A.M.
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