Movida Sicura almeno fino a settembre Ma servono più spazi per bar e ristoranti
Nel primo fine settimana di allestimento completo quasi 7mila avventori nell’area controllata di via Carlo Mayr
il report
Se fossimo al cospetto di un maturando diremmo “ha dato buona prova di sé”. Se traslato sul progetto Movida Sicura, il concetto sarebbe “bene, ma si può anche fare di più”. Insomma, più spazio per i locali della movida ferrarese (mercoledì, venerdì e sabato), per consentire una ripresa economica, provando nel contempo a garantire il distanziamento sociale.
sere d’estate
Il fine settimana appena trascorso consegna la fotografia di un piano sicurezza per le serate estive del divertimento che, tutto sommato, conforta. E che, per quanto riguarda la “zona rossa” di Via Carlo Mayr, tra Via San Romano e Via Camaleonte, compresa l’area di Piazza Verdi, dalle 20.30 alle 2, apre la strada a due importanti novità emerse (e praticamente già decise) nelle ultime ore di ieri: Movida Sicura proseguirà almeno fino a settembre, e fin dai prossimi giorni il Comune e i commercianti si sono impegnati, vista la richiesta, ad aumentare gli spazi nei quali aggiungere altri tavoli per i clienti di bar e ristoranti. Venerdì e sabato scorsi si sono registrati afflussi diversi, considerato il limite di 1.083 persone presenti contemporaneamente: 3.700 persone entrate il venerdì, 3.100 il sabato. Dati forniti, ieri, dal titolare della Securfox, Matteo Benea. «Ma qui – entra nel ragionamento Matteo Musacci presidente di Fipe Ferrara, nonché lui stesso titolare di uno dei 13 locali aderenti alla iniziativa, il ristorante “Apelle” – cioè per quanto riguarda il sabato sera, da sempre c’è la calamita mare e molti giovani e meno giovani scelgono quest’ultima destinazione». Con tre ingressi in San Romano, Camaleonte e Spronello, con almeno due vigilanti a ogni ingresso, e sette uscite ben identificabili, anche Piazza Verdi sembra aver cambiato pelle: cinque locali (Messisbugo, Maison, Strabar, Punto Veg e Empatia) vi hanno allestito ognuno dieci tavoli, destinati, come detto, ad aumentare. Ma il dettaglio per nulla trascurabile è che nella piazza può accedere solo chi ha prenotato un tavolo e chi si appresta ad occuparne uno libero. Vigilano sul rispetto delle regole sia la Polizia Municipale (con 2 pattuglie fisse, per un totale di 4 agenti) che i 20 vigilanti della Securfox di Matteo Benea, e ovviamente Polizia e Guardia di finanza. All’1.30, come avvenuto nell’ultimo fine settimana, i clienti sciamano e lentamente Piazza Verdi chiude. Questo consente, come ieri soddisfatto commentava il vicesindaco e assessore alla sicurezza Nicola Lodi, «non soltanto di svuotare Piazza Verdi a un orario più che consono ma anche di arrivare al massimo alle 2 con l’area sufficientemente silenziosa, a favore delle legittime richieste che ci erano pervenute dai residenti».
i disturbatori
Le note stonate, si diceva. Una in particolare: un gruppetto di «disturbatori», li definisce il vicesindaco, che verso le 2 iniziano a suonare chitarre e trombe che non sono esattamente amiche delle orecchie di chi, residente, vorrebbe dormire. I componenti sarebbero giovani con i quali lo stesso vicesindaco ha già avuto un paio di incontri. La speranza è che per una volta chitarre e trombe tacciano. «Credo che da parte nostra – conclude Lodi – ci sia il massimo buonsenso».
Da capire poi se il dispositivo terrà nelle sere di massima affluenza. —
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