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L’ultimo abbraccio a “Nat” la barista che amava l’arte «Niente viene cancellato»

d.b.
L’ultimo abbraccio a “Nat” la barista che amava l’arte «Niente viene cancellato»

Ieri in duomo i funerali della 51enne morta a causa di una grave malattia Tante persone si sono strette a mamma e sorella 

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Tanta gente ordinatamente in fila davanti al duomo, tante persone sedute all’interno fra i banchi, con il distanziamento sociale obbligatorio in questo periodo post Covid. In molti ieri pomeriggio si sono riuniti attorno alla mamma, Giovanna Frignani, e alla sorella minore, Silla, per un ultimo abbraccio (purtroppo oggi ancora virtuale) in ricordo della loro congiunta, Natascia Calzolari, morta all’età di 51 anni per una malattia.

D’altronde, “Nat” come la chiamavano in tanti, prima di tutto era stata un’appassionata d’arte, laureatasi in belle arti e artista a sua volta, poi la vita e la voglia di indipendenza l’avevano portata dietro al bancone di un bar, prima vicino ai Cappuccini, poi in centro, la sua seconda casa, dove è rimasta fino al lockdown e all’inatteso aggravarsi della malattia, contro cui aveva combattuto per anni, addirittura una prima volta ben 13 anni fa. Lo scorso febbraio erano arrivati messaggi incoraggianti, tanto che la 51enne aveva interrotto le cure, poi pochi giorni fa la scoperta che la malattia non era regredita, anzi, e la morte all’ospedale Sant’Anna di Cona.

E lo si è visto prima di tutto sui social quanto gli argentani volevano bene a Natascia, salutando “un’anima buona”, ma anche “la miglior barista per caffè e cappuccino di tutta Argenta”, come ha scritto qualcuno.

il saluto

La celebrazione della messa è stata affidata a don Fulvio Bresciani, che ha invitato i parenti stretti della 51enne (non solo mamma e sorella affrante dal dolore, anche il cognato e il nipotino Ludovico) ad essere forti e a ricordare la loro amata: «La parola di Dio è come un filtro, ci aiuta a collocare le cose... - ha detto il parroco - niente viene cancellato, come non viene cancellato la prima volta che lei camminava, quando vi abbracciava e quando parlavate. Tutte queste cose non possono essere cancellate, per quello che Natascia sapeva dare. Allora vengono buone le parole del Vangelo: “Non sia turbato il vostro cuore”. Se avete anche un briciolo di fede, anche piccola, non lasciatevi turbare da questo momento. Ai ricordi buoni, quelli belli, l’incontro con lei... ecco dovete rimanere lì, attaccati alla vostra vita».

l’ultimo viaggio

Terminata la messa, il corteo ha accompagnato la 51enne per l’ultimo viaggio al cimitero di Argenta.

Va ricordato che Natascia nella vita era sempre stata legata alla sorella Silla, artista a sua volta, con la quale aveva condiviso svariate esperienze di vita. Pur iniziando a lavorare al bar, la 51enne non aveva lasciato il suo grande amore, l’arte, quella che le aveva permesso in passato di vincere il Festival delle arti con una speciale installazione, oppure quella che l’aveva portata ad esporre addirittura a Parigi, grazie ad una galleria di Bologna. «Sono frastornata - ci aveva raccontato la sorella minore l’indomani della morte di Natascia -, perché nessuno di noi si aspettava questa tragedia. Sono tornata a salutarla ancora in camera mortuaria, perché non volevo credere che lei non ci sarà più, qui al mio fianco». —

d.b.

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