Lorenzini e la macchina che seleziona pomodori Acquisto da un milione
La prima volta fu nella primavera del 1996, quando furono spesi 600 milioni di lire per l’acquisto di un analizzatore che misurava il grado zuccherino di ogni singolo frutto, innovazione di prodotto che dopo 24 anni non è ancora stata uguagliata. Ora, la popolare azienda agricola Lorenzini Natura amica di Sermide (nel Mantovano, ma con moltissimi ettari di terreno coltivato nell’Alto Ferrarese), dopo 24 anni, si ripete con un investimento di ben 1 milione di euro, di certo non in un periodo ideale per “rischiare”. È da poco stata installata una linea per la lavorazione del pomodorino datterino per il consumo fresco: è in grado di analizzare ogni singolo frutto, scartando quelli che non rispondono ai parametri di qualità massimi (colore, grado zuccherino, ecc.). Costruita dalla Unitec di Lugo (Ra), leader mondiale nelle tecnologie per la lavorazione soprattutto dei piccoli frutti, dispone di sette telecamere e due analizzatori a raggi infrarossi, in grado di analizzare 45 frutti al secondo e, come detto, di scartare ogni frutto difettoso in qualità. La macchina ha poi una linea di confezionamento in grado di sfornare 80 vaschette al minuto con 250 grammi di pomodorini (7-8 milioni di confezioni annuali).
Attualmente la Lorenzini opera con 5 specie di prodotti freschi, muovendo 10mila tonnellate totali, ossia melone (30%), anguria (15%), zucca (15%), zucchina (10%) e pomodorino (30%), prodotti nelle aziende agricole a gestione diretta (poco meno di 600 ettari), sparsi fra i Comuni di Bondeno (200), Sermide (200) e Pachino (150), oltre a 30 ettari in Senegal. A questi vanno aggiunti altri 70-80 ettari con agricoltori terzi che lavorano in sinergia, per avere flessibilità produttiva. Lorenzini nel 2006 a Tokyo ha ottenuto un riconoscimento mondiale come leader sulla tracciabilità. —
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