La Nuova Ferrara

Ferrara

All’ex Palaspecchi erbacce, bisce e degrado Negli edifici abbandonati tornano i senzatetto

Marcello Pulidori
All’ex Palaspecchi erbacce, bisce e degrado Negli edifici abbandonati tornano i senzatetto

La chiusura dei cantieri causa Covid ha trasformato di nuovo l’area tra via Tassoni e via Gandini in rifugio per disperati 

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il report



Tra le conseguenze negative figlie della emergenza sanitarie dalla quale ancora non si è usciti del tutto, ci sono anche i cantieri edili, costretti a una lunga e deleteria chiusura. Così capita anche che una zona come quella dell’ex Palaspecchi, che sta cambiando volto dopo anni tormentati, si ritrovi impantanata in nuovi “stagni” a causa della pandemia e dei suoi effetti negativi. Con ulteriori conseguenze che hanno appesantito le problematiche in una zona che, prima della pandemia, era già stata avviata al risanamento. Insomma, l’emergenza sanitaria ha generato indirettamente un degrado che da queste parti pareva sparito. È il caso, come si diceva, dell’ex Palaspecchi di Via Beethoven, quartiere che ai ferraresi richiama anni e anni di interrogativi e pensieri. Nella parte a fianco dell’edificio che diventerà, una volta ripresi i lavori, la nuova sede della Polizia Locale, si stanno registrando numerosi problemi dovuti in particolare alla “chiusura totale” causa pandemia. Un fabbricato, quello tra Via Tassoni e Via Gandini, al centro negli ultimi giorni delle vibranti lamentele di chi abita qui attorno, residenti che denunciano la presenza in questa zona “incriminata” di erbacce e bisce, mentre i senzatetto vi trovano riparo soprattutto la notte. Un malcontento diffuso che ha portato queste persone a definire l’area in oggetto addirittura «un serpentario».



«Ero fuori a passeggio col cane – racconta una signora che incontriamo – a un certo punto ho visto il cane fare un salto all’indietro che non gli avevo mai visto fare. Mi sono avvicinata per vedere di cosa si trattava e ho visto una grossa biscia scura che scappava. Ho avuto paura, così ho preso il cane e sono tornata indietro». Certo, la chiusura forzata dei cantieri ha rappresentato un ostacolo.



Ma è altrettanto vero che si tratta di una situazione che in qualche modo andrà risolta. Tra l’altro lo studentato è a pochi passi e le case degli altri residenti si trovano a pochi metri. E va detto anche che quello delle bisce non è l’unico guaio di questa tormentata zona della città. Sempre durante il nostro “tour” di ieri mattina, si è potuto vedere chiaramente come, sbirciando attraverso i vetri, si notino resti di cibo, segno evidente della presenza di persone che qui bivaccano. E non è difficile individuare lungo la recinzione dei varchi che consentono l’ingresso nella zona di cantiere, con tanto di camminamenti tra le vegetazione che indicano il muoversi di persone.



Alcune segnalazioni sono già arrivate in Comune e la Giunta dovrebbe prenderle in esame nei prossimi giorni. Ma intanto la protesta monta e i timori degli abitanti non accennano a diminuire.



Nelle vicinanze di questa zona, tra l’altro, ci sono sacchi di resti di lavorazioni, pietre e altro materiale destinati a essere smaltiti ma che sono ancora è qui. E alcuni abitanti segnalano la puzza che proviene da queste zone del grande cantiere.



A pochi metri, si accennava prima, sorgono i palazzi che ospitano studenti universitari e dunque l’auspicio è che il Comune possa in breve tempo intervenire per risanare, ancora una volta, quest’area a ridosso di Via Bologna e che fa parte dell’omonimo quartiere. Per cercare, infine, in ogni modo di evitare che i dissesti di varia natura patiti nel passato, tornino di attualità. —



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