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Banca Etica, il nuovo corso Prestiti per il bene comune

Margherita Goberti
Banca Etica, il nuovo corso Prestiti per il bene comune

La neo consulente Bernini: un impegno in cui ho creduto fin da studentessa  Trecento soci a Ferrara, il ruolo chiave sul territorio dei banchieri ambulanti

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Anna Maria Bernini, nuova consulente di Banca Etica, è stata presentata ieri ufficialmente nella sede di Mura di Porta Po, dal coordinatore dei soci Alberto Mambelli.

«Per me Banca Etica – ha esordito Bernini – è un progetto di vita in cui ho creduto fin da quando ero studentessa universitaria. Così dopo un percosso bancario tradizionale ho scelto l’impegno in questa realtà che segue attività civili nel rispetto e nell’attenzione dei diritti delle persone. Dal 4 marzo sono diventata la consulente, mi occupo del settore risparmi ed investimenti della clientela attraverso la promozione di prodotti di Etica Sgr garantendo che il loro denaro finanzi progetti etici e ho l’obiettivo di operare per rendere migliore il mondo».

I banchieri ambulanti

L’interesse più alto è quello di tutti, recita lo slogan di Banca Etica che si presenta come una Banca indipendente, cooperativa, completa e sicura, che utilizza il risparmio di persone e organizzazioni per finanziare solo progetti orientati al bene comune. I suoi “banchieri ambulanti”, che operano a stretto contatto con il territorio, hanno il compito di raccogliere il risparmio proponendo conti correnti, fondi comuni di investimento e altri prodotti, e di impiegarlo mediante concessione di finanziamenti; sono la figura che riassume l’intera filosofia di Banca Etica ovvero coniugare prodotti e servizi bancari trasparenti ed efficienti con la promozione della cultura della finanza etica e di un uso responsabile del denaro.

«La Banca Etica – ha poi ricordato Mambelli – nacque 21 anni fa, precisamente l’8 marzo 1999, non a caso nel giorno della Festa della donna. Nacque all’interno del terzo settore affiancandosi al sistema bancario che lesinava prestiti, facendo credito cooperativo. E infatti l’intuizione vincente fu proprio quella di trasformare una cooperativa in una banca. Non fu semplice e ci vollero oltre due anni ma alla fine con 12 miliardi e mezzo raccolti come base, siamo partiti. Oggi siamo una Banca Internazionale, abbiamo 44 mila soci in continuo aumento – quasi 300 a Ferrara – 75 milioni di euro di capitale sociale, 18 filiali in Italia e 3 in Spagna, 88 Git (Gruppi volontari sul territorio), una sede centrale a Padova».

E da Padova era arrivato ieri Simone Grillo addetto all’Analisi e alla ricerca che ha riferito sia sull’utile del 2019 pari a oltre 6 milioni di euro tutto trasformato in riserva per fare crediti, sia sui risultati concreti raggiunti come la creazione di 9.800 posti di lavori, 9.000 inserimenti lavorativi e il sostegno a dipendenti destinati alla disoccupazione che invece hanno rilevato l’azienda sull’orlo del fallimento rendendola nuovamente attiva e produttiva.

All’incontro era presente anche don Domenico Bedin che ha anticipato, ma solo per sommi capi, l’intenzione di aprire proprio accanto al Mantello e alla Banca Etica una scuola di fraternità e solidarietà come ha suggerito papa Francesco durante la sua visita agli Emirati Arabi che potrebbero anche finanziarla, rendendo la struttura di Mura di Porta Po davvero una realtà coerente e completa. —

Margherita Goberti

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