L’azienda chiede il concordato La caserma non riparte
I lavori per la caserma della Polizia locale di via Beethoven hanno subito un nuovo blocco, dopo quello da coronavirus, e ora rischiano ripercussioni anche i piani di armamento del corpo. Lì deve infatti trovare posto l’armeria che nell’attuale sede ovviamente non esiste. Il cantiere non è mai ripartito a causa delle difficoltà dell’azienda al quale è stato affidato, la cooperativsa Clea di Campolongo Maggiore (Venezia), che ha chiesto il concordato preventivo a causa di milioni di euro di crediti incagliati da anni. La richiesta di concordato preventivo in continuità è stato depositato al tribunale di Venezia, in caso di accogliemento saranno salvaguardati cantieri e lavoratori ma l’operazione è naturalmente in corso. Buona parte dei 150 lavoratori sono in cassa integrazione Covid fino a fine giugno, tra dieci e venti hanno continuato a lavorare in attività ritenute indifferibili: il completamento del reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Bolzano e i lavori per il ciclo integrato del Pievese, non la caserma dunque. Sono in ogni caso molti altri i cantieri in forse che si possono considerare più strategici di quello ferrarese.
Ora bisogna vedere se il Comune aspetterà l’esito del concordato o cercherà altre strade per completare l’opera. Qualche settimana fa il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento della Polizia locale che introduce, appunto, la pistola, con la possibilità di portarla a casa, ma un’armeria serve. —
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