Partecipanza Agraria «Avanti con le divisioni senza più ostacoli»
Il presidente: riusciremo a garantire a tutti quanto richiesto E replica in modo duro ai promotori della mozione di sfiducia
CENTO
«Ora le divisioni possono procedere senza più ostacoli all’orizzonte. Riconosceremo quanto richiesto alla maggior parte dei partecipanti che hanno scelto l’alternativa al capo». Così il presidente della Partecipanza Agraria di Cento, Oliviano Tassinari, spiega come l’attuale governo «abbia corso, e tutt’oggi superato, il rischio di non riuscire a formalizzare i contratti d’affitto e di non avere quindi la garanzia di coprire l’ammortamento delle anticipazioni che servono a finanziare l’opzione in danaro richiesta dai 2/3 dei partecipanti».
Ma ora, spiega Tassinari, non dovrebbero più esserci ostacoli: «Riusciremo a garantire a tutti i partecipanti quanto richiesto, che siano aventi diritto al capo sotto casa, partecipanti con diritto al capo in sorte ma hanno indicato una specifica preferenza, o chiesto l’opzione. Seppur in ritardo e con modalità lievemente diverse, riceveranno ciò che aspettavano».
L’opzione quindi andrà avanti «senza arrecare il minimo rischio all’integrità patrimoniale dell’ente, che è e resterà uno dei più solidi dell’intero Ferrarese. Si poteva far meglio? Sarebbe bastato avere più tempo disponibile e avremmo continuato a lavorare per attuare l’iniziativa di accorpamento già operata con successo nella distribuzione di terreni fuori comune di Cento, come indicato nella relazione di Nomisma». E, in attesa di entrare nel merito di modalità e tempi, il presidente evidenzia: «Nonostante il patto col diavolo sottoscritto dalla minoranza, i terreni dai quali l’ente ricava le risorse per la gestione amministrativa e garantisce l’opzione in danaro sono, con l’esclusione di piccole tare, tutti contrattualizzati. Questo garantisce agli agricoltori tutte le condizioni per attingere alle risorse che Regione e Comunità Europea mettono a disposizione. Ora tutto è possibile».
replica all’opposizione
Tassinari replica poi a La Casa del Partecipante e Partecipanza Attiva, promotrici di una mozione di sfiducia con richiesta di dimissioni: «Il governo ha compiuto un anno in sordina, senza torta né spumante, ma con fuochi e fulmini lanciati da chi non ha mai smesso di scaldarsi per realizzare il sogno di una vita, prendere o riprendere posto sulla agognata sedia. Perché non l’hanno mantenuta quando l’avevano conquistata 5 anni fa e su di essa sembravano saldamente incollati?». Nel confermare piena stima e fiducia a tecnici e amministratori, Tassinari dice: «Non sono rammaricato per la richiesta di discussione della mozione di sfiducia, ma sorpreso dalla motivazione che l’opposizione ha apportato al grave ritardo nella divisione: “il presidente non ha invigilato sugli uffici”. Credo sia più un atto formale dettato dal ruolo di opposizione, più che da convinzione». Chi ha perso tempo, per Tassinari, è il precedente governo, terminato con il commissariamento dell’ente: «I consiglieri Corrado Borgatti, Bruno Casoni, Mirco Gallerani e Alessandro Tassinari erano l’ossatura di un governo, quello precedente presieduto da Aproniano Tassinari, che ha bruciato 3 anni». —
BEATRICE BARBERINI
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