La Nuova Ferrara

Ferrara

L’inchiesta sulle case di riposo 

«Si verifichino ritardi ed errori nei protocolli di prevenzione Covid»

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Le domande ci sono già, le risposte arriveranno: l’inchiesta della procura sulle case di riposo argentane (Manica, Villa Aurora e Fiorana) entra nel vivo dopo la raccolta di documenti e atti acquisiti la settimana scorsa da Carabinieri e Nas per conto, appunto della procura di Ferrara. Che ora pone i propri quesiti (le domande) al perito nominato (il consulente Saverio Parisi, braccio destro del virologo padovano Crisanti) affinché indichi se vi sono state sottovalutazioni nel contrastare il contagio da Covid all’interno delle strutture per anziani o pazienti non autosufficienti, finite nel mirino degli inquirenti. Il quesito di fondo è semplice: si verifichi se vi siano stati ritardi o errori nell’applicazione dei protocolli di prevenzione contenimento del contagio da Covid. La procura vuole sapere se nella successione dei vari decreti, protocolli e direttive di Governo e Ministero salute, i responsabili sanitari e i dirigenti delle strutture abbiano o meno messo in pratica tutti gli obblighi per proteggere i sanitari e gli ospiti all’interno: oltre una trentina i decessi degli anziani in queste realtà argentane e decine e decine gli addetti sanitari contagiati.

L’inchiesta muove i primi passi concreti, e resta al momento nella stessa formulazione di reato: omicidio colposo contro ignoti. Resta una indagine perlustrativa, senza addebiti – pur come atti dovuti – a carico dei dirigenti e responsabili sanitari.

Sarà una lunga e non facile indagine, da “inventare” poiché – vista l’emergenza che ha rappresentato – non vi sono precedenti analoghi: dunque la cautela è d’obbligo. Verranno ascoltati – da qui i tempi che si allungheranno – tutti i sanitari per verificare se i protocolli all’interno su protezioni e organizzazione del lavoro siano stati rispettati seguendo appunto decreti e direttive delle autorità sanitarie nazionali. —

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