La Nuova Ferrara

Ferrara

Alberghi, persi due clienti su tre

Gian Pietro Zerbini

L’effetto covid sul primo quadrimestre: -65% di pernottamenti in provincia, dimezzati nel capoluogo

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I primi dati dell’effetto Covid sul turismo forniti dalla Regione confermano quanto si temeva. La pandemia ha assestato un durissimo colpo al settore, soprattutto in una città d’arte come Ferrara che nei mesi primaverili, quelli del lockdown, registra impennate nei flussi dei visitatori.

Nei primi quattro mesi del 2020 si è registrato a Ferrara un calo del 54,5% nelle presenze turistiche. Da gennaio ad aprile sono stati 64.590 i pernottamenti nelle strutture ricettive e tra questi c’è da segnalare anche presenze con caratteristiche non prettamente turistiche. A fronte di una buona partenza con un mese di gennaio che aveva fatto registrare un +15,9% sul 2019 e febbraio con un +3,3%, la vera mazzata e arrivata a marzo con un -86,5% e soprattutto aprile, quando la chiusura è stata totale facendo segnare un eloquente -94,9% e solo 2.514 presenze. All’appello del primo quadrimestre a Ferrara mancano in sostanza 77.268 presenze. Era scontato vista l’impossibilità di spostarsi e viaggiare con la conseguenza che ora bisogna ripartire per cercare di ridimensionare questo pesante divario nella restante parte dell’anno, anche questa condizionata da una serie di limitazioni spesso anche di natura psicologica, che tengono al momento ancora lontano il grosso dei turisti.

Il totale della perdita di turisti nell’intera provincia di Ferrara fa segnare un dato ancor più negativo con un -65,4%. A contribuire al grosso calo c’è soprattutto Comacchio che da gennaio ad aprile ha fatto registrare un eloquente -92,6%. Più contenute anche se molto rilevanti le flessioni registrate ad Argenta -46,5 e a Cento -52%, quest’ultimo ha pagato anche l’effetto carnevale. —



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