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blitz alla gad con 200 agenti  

Polizia dentro il grattacielo I pusher cercati nelle case

Daniele Predieri
Polizia dentro il grattacielo I pusher cercati nelle case

Passati al setaccio 102 appartamenti, rintracciati 5 irregolari trasferiti al Cpr Chiusi i 5 locali degli spacciatori. Il questore: avanti, Ferrara non merita il degrado

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L’aereo della Polizia sorvola la città, è l’occhio dall’alto per controllare il blitz in corso in zona Gad. Sotto, quasi 200 poliziotti arrivati da mezza Italia e di tutti i reparti della questura cittadina, passano al setaccio la zona e le torri del grattacielo: entrano in 102 appartamenti sui 193 dello stabile diventato negli anni, pur con tutti gli sforzi di chi ci abita e lo amministra, il simbolo del degrado della nostra città.

Su e giù per le torri

Perché se è vero che lo spaccio fuori, nei giardini del Grattacielo, era sotto gli occhi di tutti, anche dentro regnava l’illegalità: in appartamenti affittati (e non controllati dai proprietari: scatteranno controlli anche per questo) o in quelli vuoti, occupati abusivamente diventati piccoli suk della droga, o altri case a luci rosse. Per questo il blitz dentro il grattacielo, per censire chi c’è dentro e vi abita realmente: a gruppi, i poliziotti entrano ed eseguono 15 perquisizioni ordinate dalla procura. Alla fine del blitz non si riscontrano gravi irregolarità, ma si conteranno 5 stranieri irregolari, trasferiti al Cpr di Torino (centro per il rimpatrio), un fermo di polizia di un nigeriano 32enne per droga (prosecuzione di altra indagine) e l’arresto di un pakistano 28enne, per un ordine di carcerazione.

«È stata una operazione di alto impatto – il bilancio a fine blitz del questore Cesare Capocasa – che rientra nei servizi che da 4 mesi portiamo avanti e le attività in Gad non finiscono qui». Poi fa il punto su presente e passato: «In tanti anni è già stato fatto molto per il Gad, noi ci stiamo sforzando per fare qualcosa di più e d’accordo con il prefetto continueremo questa nostra attività per rendere il più vivibile questo quartiere: Ferrara non merita la situazione che io ho avuto sotto gli occhi arrivando in città il 23 febbraio scorso, con spacciatori, sentinelle agli angoli, indisturbati: non voglio vi siano zona franche in città».

Numeri e risultati

Parole e anche fatti. Perché, ribadisce il questore, «a prescindere dai numeri, il risultato che stiamo ottenendo è che gli spacciatori non ci sono più qui, sotto il grattacielo dove li ho visti appena 4 mesi fa». È vero, da tempo, grazie al martellamento di Polizia e Municipale in questi mesi, con la complicità anche del lockdown, lo spaccio si è trasferito: ad esempio a poche centinaia di metri, dietro la stazione, zona via Scalambra ed ex distilleria via Turchi: diventati centri di spaccio, degrado e rifugi di stranieri: «Abbiamo la priorità della Gad, su cui ci stiamo concentrando, poi risolveremo, step by step, anche questi altri problemi», spiega il questore ribadendo che «non abbiamo la bacchetta magica». Sì, perché per bonificare i palazzoni di via Scalambra e l’ex distilleria, occorrono altri sforzi, con le proprietà e il Comune. Ma tornando al maxi blitz di ieri mattina, la Polizia ha anche chiuso 5 locali, perché ritrovo dei pusher della zona: Bar Pentagono, via Ortigara (15 giorni); Bar Elena, Oroboni (10 giorni); Bar Diavoletto Felice, Porta Catena (10 giorni) e minimarket Kelvingold, via Oroboni (7 giorni) e Market In God, via Ortigara (15 giorni).

Parallela a tutto questo, anche l’attività investigativa, come spiegato dal dirigente della squadra mobile, Dario Virgili: «Attività per colpire il piccolo spaccio ma arrivare anche più su, al livello intermedio dei fornitori»: sarà questa la prossima puntata della lotta alla droga in Gad. –

Daniele Predieri

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