Fabbri: un sistema più efficace Zappaterra: due donne di qualità
Commenti positivi “bipartisan” in Comune e in Consiglio regionale La scelta dell’Emilia Romagna mette d’accordo la Lega e il Pd
le reazioni
Alan Fabbri, il sindaco leghista di Ferrara, è stato tra i più convinti sostenitori della scelta della fusione tra Asl e Sant’Anna, una proposta che ha già stimolato un dibattito marcato da diverse posizioni nella Conferenza socio-sanitaria territoriale. «Le nomine che la giunta regionale ha effettuato per guidare la sanità ferrarese vanno nella direzione da noi auspicata da tempo, di unificare le aziende sanitarie con un’unica dirigenza e di valorizzare, come chiesto dai Comuni della provincia, le strutture sanitarie provinciali nei percorsi di crescita in termini di servizi ai cittadini», ha scritto ieri Fabbri a commento della notizia che presentava le nuove nomine nelle aziende sanitarie.
«Mai come in questo momento sarà necessario uno sforzo condiviso di pianificazione in ottica preventiva delle azioni da mettere in campo e siamo certi che condividere, come obiettivo comune, l’unificazione di Asl e azienda ospedaliera aiuterà a rendere già da subito più efficace l’operatività delle due professioniste», ha sottolineato. La chiosa con un pensiero rivolto agli ultimi mesi, marcati dall’emergenza sanitaria: «In attesa del parere che verrà espresso lunedì dall’Ufficio di Presidenza della Conferenza territoriale socio sanitaria, ringraziamo i dirigenti uscenti per il lavoro fino a qui svolto e per lo sforzo importante messo in atto durante la pandemia».
In sintonia anche la posizione della capogruppo Pd in Consiglio regionale, Marcella Zappaterra: «Quella del presidente Stefano Bonaccini è una scelta coraggiosa quanto innovativa per le nomine dei direttori delle aziende sanitarie - ha rimarcato - Da molti anni, a Ferrara, discutiamo della difficoltà di qualificare il sistema sanitario a fronte di una governance frammentata con due aziende separate per le quali oggi, per la prima volta si apre concretamente un percorso mirato all’unificazione». Un percorso non ancora ben definito a causa della normativa nazionale che impedisce le fusioni tra aziende territoriali e aziende ospedaliere (nelle quali è presente l’università), mentre risulta attualmente percorribile la strada dell’integrazione spinta: funzioni condivise con direzioni dipartimentali sottoposte al controllo delle due aziende. Alle due manager, ha evidenziato la capogruppo Pd, «è stato affidato un mandato molto chiaro. Penso davvero che questa sia la direzione giusta per garantire ai nostri concittadini riscontri positivi ai loro bisogni sanitari. Non posso negare un motivo di ulteriore soddisfazione - la conclusione - Le professioniste chiamate a dirigere la sanità locale sono due donne. L’innovazione e la qualità passano anche attraverso la valorizzazione del genere». —
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